{"id":755,"date":"2012-12-03T16:05:04","date_gmt":"2012-12-03T16:05:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=755"},"modified":"2019-07-10T09:13:20","modified_gmt":"2019-07-10T09:13:20","slug":"i-ghetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=755","title":{"rendered":"I ghetti"},"content":{"rendered":"<p>Con la fine del medioevo e l\u2019avvio dell\u2019et\u00e0 moderna inizi\u00f2 l\u2019epoca dei ghetti. I ghetti erano quartieri separati dal resto della citt\u00e0 da alte mura o da recinzioni. Il portone generalmente era aperto al mattino e chiuso al tramonto: per gli ebrei che vi erano rinchiusi vigeva il coprifuoco e non potevano trovarsi al di fuori nelle ore notturne. Le condizioni igienico-sanitarie all\u2019interno dei ghetti erano generalmente malsane e precarie.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Segregazioni coatte di ebrei cominciarono a verificarsi negli ultimi secoli del Medioevo prima in Spagna poi in Francia e Germania, con la chiusura di questa minoranza in zone specifiche a mezzo di barriere fisiche che presentavano pochi punti di passaggio all\u2019esterno. Dalla fine del Trecento, con l\u2019accentuarsi delle persecuzioni e dei saccheggi e con le prime espulsioni di massa, in tutta la penisola iberica si avvi\u00f2 un processo di \u201cghettizzazione\u201d. Nell\u2019Impero tedesco la tendenza alla segregazione degli ebrei inizi\u00f2 a Colonia nel Trecento e prosegu\u00ec in numerose citt\u00e0: nel 1462 a Francoforte fu istituito lo <span style=\"font-style:normal\">Judengasse<\/span><a href=\"#_ftn29\"><sup>[29]<\/sup><\/a> .<\/p>\n<p>Fu un fenomeno tipico dell\u2019Italia controriformistica, ma non manc\u00f2 di proporre dei modelli anche in altre aree d\u2019Europa, come nel caso di Francoforte.<br \/>\nIl primo esempio di quartiere riservato esclusivamente agli ebrei all\u2019infuori del quale non potevano risiedere fu il ghetto di Venezia. Coloro che vi erano rinchiusi potevano transitare all\u2019esterno solo quando non era in vigore il coprifuoco.<\/p>\n<p class=\"citazione\">All\u2019inizio del \u2018500, con la discesa dei lanzichenecchi, molti profughi si riversarono nella Laguna, inclusi numerosi ebrei. Finita l\u2019emergenza, i veneti volevano allontanare questi sfollati: il Senato per\u00f2, vista l\u2019abilit\u00e0 degli ebrei nel commercio, opt\u00f2 per un compromesso: decise di separarli dal resto della popolazione, chiudendoli in un apposito quartiere, il ghetto. Il 29 marzo 1516, circa 700 ebrei, soprattutto di origine italiana e tedesca, furono costretti a trasferirsi nell\u2019isola del Ghetto Nuovo, un\u2019area ristretta e malsana nella parte nord-occidentale della citt\u00e0. Agli ebrei levantini (provenienti dall\u2019Impero Ottomano) e a quelli provenienti dalla penisola iberica invece fu riservata l\u2019area del Ghetto Vecchio, aperto nel 1541. L\u2019area del ghetto poteva essere lasciata solo durante le ore diurne e solo una ristretta gamma di mestieri era permessa, come il prestito di denaro, il commercio nel tessile e la medicina. Permanevano i segni distintivi quando lasciavano il ghetto e furono varate tasse supplementari; per alcuni anni fu proibito stampare libri in ebraico. Lo spazio era insufficiente per quante persone vi risiedevano; i palazzi altissimi (fino a nove piani) erano dei veri e propri grattacieli dell\u2019epoca. Nonostante le difficili condizioni, la comunit\u00e0 continu\u00f2 comunque a crescere. [\u2026] Nel 1603 fu aperto anche il Ghetto Nuovissimo. [\u2026] La svolta avvenne nel 1796: l\u2019invasione delle truppe napoleoniche e la pace di Campoformio dell\u2019anno successivo sancirono la fine della Repubblica di Venezia e contestualmente lo smantellamento del ghetto. La citt\u00e0 fin\u00ec sotto il controllo dell\u2019Impero Austriaco: per gli ebrei ci\u00f2 non signific\u00f2 la fine definitiva delle restrizioni, ma il ghetto non fu ripristinato e le condizioni di vita migliorarono gradualmente. Con l\u2019annessione del Veneto al Regno d\u2019Italia (1866) gli ebrei di Venezia ottennero pienamente i loro diritti<a href=\"#_ftn30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_103\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-103\" class=\"wp-image-103\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/antisemitismo-ghetto-venezia-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/antisemitismo-ghetto-venezia-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/antisemitismo-ghetto-venezia-768x484.jpg 768w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/antisemitismo-ghetto-venezia-1024x645.jpg 1024w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/antisemitismo-ghetto-venezia-400x252.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-103\" class=\"wp-caption-text\">Il ghetto di Venezia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 0px; padding: 0px; margin: 0px; width: 560px; height: 315px; min-width: 355px; min-height: 200px;\" src=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/media\/Son-Ghetto-Venezia-6e44f3b6-039a-42f8-91a9-c237d049518e.html?iframe&amp;autoplay=0\" width=\"300\" height=\"150\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><i style=\"font-size: 10px;\">Il Ghetto Ebraico di Venezia compie 500 anni.Servizio andato in onda: 23\/01\/2016<\/i><\/p>\n<p>Nel Tre e nel Quattrocento avevano avuto luogo i primi esperimenti in Europa; Venezia \u201clanci\u00f2\u201d il prototipo, ma la generalizzazione del sistema si ebbe solo dopo qualche decennio, su impulso del papato. Sulla scia della Riforma luterana, infatti, la Chiesa prese a vigilare pi\u00f9 severamente su ogni forma di alterit\u00e0, reprimendola: qui rientr\u00f2 anche il destino degli ebrei. Nel 1543 venne fondata la Casa dei catecumeni, istituto finalizzato alla conversione, spesso forzata, di ebrei e altri infedeli. Ma fu il decennio successivo a segnare la svolta pi\u00f9 clamorosa.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Giulio III, asceso al soglio pontificio nel 1550, aveva radicalmente modificato l\u2019atteggiamento della Chiesa riguardo agli ebrei e al Talmud, e di l\u00ec a poco Paolo IV avrebbe istituito il ghetto, nel 1555. Momento culminante di questa politica fu il decreto dell\u2019Inquisizione del 12 settembre 1553, con il quale venne ordinata la condanna, la confisca e il rogo pubblico di tutti i Talmud, in quanto contenenti bestemmie contro la fede cristiana. Il 9 settembre i libri ebraici erano gi\u00e0 stati dati alle fiamme a Roma in Campo de\u2019 Fiori<a href=\"#_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il 14 luglio 1555 Papa Paolo IV eman\u00f2 la bolla <em>Cum nimis absurdum<\/em>, inizio del progetto segregazionista per gli ebrei a Roma che avrebbe avuto termine solo nel 1870.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nel documento si rintracciano un gran numero di idee, rappresentazioni e stereotipi che erano diffusi da secoli, ma che ora trovano una sistemazione completa e definitiva che avrebbe influenzato a lungo la storia delle relazioni tra ebrei e cristiani: la colpa del deicidio, la riduzione in schiavit\u00f9 quale punizione inflitta da Dio in conseguenza della colpa, l\u2019ingratitudine verso chi li aveva accolti e tollerati, le aspirazioni al dominio sui cristiani, soprattutto l\u2019insolente mescolanza con questi ultimi, con la pretesa di circolare senza segni di riconoscimento &#8211; e di esclusione-, di abitare in mezzo a loro, di prendere a servizio personale cristiano<a href=\"#_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">I ghetti sono stati ampiamente descritti come luoghi tristissimi. Massimo D\u2019Azeglio [nel 1847] dice del ghetto di Roma (il quale soffriva oltre tutto delle periodiche inondazioni del Tevere) \u201cLe strade strette, immonde, la mancanza d\u2019aria, il sudiciume che \u00e8 conseguenza inevitabile dell\u2019agglomerazione forzata di troppa popolazione miserabile, rende quel soggiorno tristi, puzzolente e malsano\u201d<a href=\"#_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_105\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-105\" class=\"size-medium wp-image-105\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/fiumaraAllagata-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/fiumaraAllagata-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/fiumaraAllagata-768x460.jpg 768w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/fiumaraAllagata-400x240.jpg 400w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/fiumaraAllagata.jpg 890w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><p id=\"caption-attachment-105\" class=\"wp-caption-text\">Ettore Roesler Franz, ViaDellaFiumaraAllagata, 1880<\/p><\/div>\n<p>I ghetti di Venezia e Roma rappresentarono dunque gli esempi pi\u00f9 significativi, ma furono numerose le citt\u00e0 italiane ed europee che adottarono questa forma di esclusione nei decenni successivi: Padova, Mantova, Rovigo, Ferrara, Cento, Lugo, Pesaro, Urbino, Senigallia, Reggio Emilia, Bologna, Trieste, Gorizia.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nell\u2019arco di due secoli, dal 1555 fino al Settecento, tutti gli Stati italiani che non avevano espulso gli ebrei finirono per chiuderli nei ghetti. Non si trattava soltanto di un processo di recinzione degli spazi esistenti. Nel quartiere loro destinato venivano concentrati gli ebrei provenienti non soltanto dalle altre parti della citt\u00e0, ma sovente dalle citt\u00e0 vicine e dai luoghi minori dove risiedevano. La ghettizzazione finiva cos\u00ec per essere un\u2019espulsione, anche se lo spazio verso cui gli ebrei venivano costretti a muoversi era uno spazio interno<a href=\"#_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><span id=\"_ftn29\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[29] Marina Caffiero, <em>Storia degli ebrei nell\u2019Italia moderna. Dal Rinascimento alla Restaurazione<\/em>, Carocci, Roma, 2014, p. 97.<br \/>\n<span id=\"_ftn30\">[30] Daniele Toscano, <em>Venezia, un\u2019isola (quasi) felice per gli ebrei<\/em>, Shalom, mensile ebraico di informazione e cultura, Marzo 2016, p. 6.<br \/>\n<span id=\"_ftn31\">[31] Marina Caffiero, <em>Storia degli ebrei nell\u2019Italia moderna. Dal Rinascimento alla Restaurazione<\/em>, Carocci, Roma, 2014, p. 62.<br \/>\n<span id=\"_ftn32\">[32] Marina Caffiero, <em>Storia degli ebrei nell\u2019Italia moderna. Dal Rinascimento alla Restaurazione<\/em>, Carocci, Roma, 2014, p. 101-102.<br \/>\n<span id=\"_ftn33\">[33] Marina Della Seta, <em>\u201cProcedi dinanzi a me\u201d. Storia semplice dell\u2019ebraismo<\/em>, La Fenice Edizioni, Roma, 1992, p. 133.<br \/>\n<span id=\"_ftn34\">[34] Anna Foa, <em>Ebrei in Europa. Dalla peste nera all\u2019emancipazione<\/em>, Laterza, Bari, 1992, p. 185.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=753\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=757\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la fine del medioevo e l\u2019avvio dell\u2019et\u00e0 moderna inizi\u00f2 l\u2019epoca dei ghetti. I ghetti erano quartieri separati dal resto della citt\u00e0 da alte mura o da recinzioni. Il portone generalmente era aperto al mattino e chiuso al tramonto: per gli ebrei che vi erano rinchiusi vigeva il coprifuoco e non potevano trovarsi al di fuori nelle ore notturne. Le condizioni igienico-sanitarie all\u2019interno dei ghetti erano generalmente malsane e precarie. 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