{"id":819,"date":"2016-12-09T14:21:24","date_gmt":"2016-12-09T14:21:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=819"},"modified":"2019-07-10T09:38:12","modified_gmt":"2019-07-10T09:38:12","slug":"il-mondo-yiddish-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=819","title":{"rendered":"Il mondo Yiddish"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019epoca medievale e l\u2019et\u00e0 moderna costituirono anche le fasi in cui nacque e si svilupp\u00f2 la civilt\u00e0 yiddish: qualcosa in pi\u00f9 di una semplice lingua o di una cultura.<\/p>\n<p>Oggi, chiedendo a chiunque quale sia il Paese al mondo che accolga pi\u00f9 ebrei (eccezion fatta ovviamente per Israele) il pensiero non pu\u00f2 che andare agli Stati Uniti (non a caso, fino al primo decennio degli anni 2000 era il Paese con pi\u00f9 ebrei al mondo). Ma se questa stessa domanda fosse stata fatta fino a un secolo fa, la risposta sarebbe stata certamente la Polonia (o comunque il territorio polacco, non essendo esistito uno Stato dal 1795 al 1919). Ecco dunque che il riferimento alla civilt\u00e0 Yiddish diventa inevitabile e finisce per costituire uno degli aspetti pi\u00f9 curiosi e pi\u00f9 ricchi di spunti da un punto di vista culturale nella storia del popolo ebraico. Ma come e quando erano giunti gli ebrei in quest\u2019area? E perch\u00e9 proprio l\u00e0?<\/p>\n<p class=\"citazione\">La Polonia sembrava molto attraente e ricca di possibilit\u00e0 diverse. Cos\u00ec la corrente immigratoria proveniente dall\u2019Europa occidentale continu\u00f2 e raggiunse il punto culminante sotto Casimiro il Grande (1333-1370). [\u2026] Agli ebrei erano concessi tutte le facilitazioni per portare a termine i loro affari; potevano eleggere domicili in tutto il regno, senza restrizioni, nonch\u00e9 attraversarlo, e (particolare che getta una curiosa luce sulle concezioni dell\u2019epoca) avevano accesso ai bagni pubblici. [\u2026] Nel 1388, una Carta simile garant\u00ec gli stessi privilegi agli ebrei del vicino Granducato di Lituania<a href=\"#_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">All\u2019inizio del IV secolo, l\u2019ebraismo usc\u00ec dalle sue enclave sul Mar Nero e poi si spost\u00f2 all\u2019interno, verso i territori selvaggi e poco sviluppati a est dell\u2019Europa centrale. Ora che queste terre passavano sotto il controllo di popoli con cui avevano familiarit\u00e0 e con cui sembravano trovarsi a proprio agio, gli ebrei, non avevano motivo di rimanere sulla costa: al contrario, avevano interesse a partire per diffondere conoscenze, mestieri e commercio nell\u2019entroterra selvaggio. L\u2019imprenditoria ebraica aveva scoperto una nuova frontiera nordoccidentale<a href=\"#_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">I secoli immediatamente prima e dopo l\u2019anno Mille furono testimoni di sviluppi che avrebbero influenzato tutta l\u2019Europa per i successivi mille anni, e non solo gli ebrei. A quell\u2019epoca risale un\u2019altra grande Volkerwanderung (movimento di popoli): un flusso costante di gente di lingua tedesca verso est, spesso ma non sempre guidata da sacerdoti e monaci, nelle terre dei popoli slavi e baltici. [\u2026] Gli storici hanno dibattuto a lungo sulle cause della migrazione germanica nel mondo slavo. Questo era sicuramente sottopopolato, offriva nuove terre per l\u2019agricoltura e nuove possibilit\u00e0 di commercio. Ma un cos\u00ec vasto fenomeno migratorio difficilmente si spiega solo con il richiamo dell\u2019opportunit\u00e0, a meno che dietro non ci fosse anche una spinta importante. La spiegazione migliore finora \u00e8 quella secondo cui fu la conseguenza di una crescita continua della popolazione<a href=\"#_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Gli ebrei di Crimea non furono gli unici a essere toccati dall\u2019avvicendarsi dei conquistatori nomadi \u2013 tra cui unni, \u00e0vari, proto-bulgari, cazari e magiari \u2013 che da Oriente si spostavano verso Occidente. Questo grande movimento migratorio, iniziato nel IV secolo e conclusosi nel X, cambi\u00f2 la composizione etnica di tutta l\u2019Eurasia: come una serie di gigantesche mareggiate, i turchi travolsero molti altri popoli che incontrarono sul loro cammino, li trascinarono per grandi distanze e infine, come quando l\u2019acqua si ritira, li depositarono come minerali preziosi nel bel mezzo di un ambiente nuovo, tra genti sconosciute e lontano dal loro luogo di origine. [\u2026] Queste erano le nude fondamenta su cui fu costruito il mondo yiddish. A questo periodo risalgono le prime tracce di una presenza ebraica nell\u2019Europa orientale e nei Balcani<a href=\"#_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-414\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-mappa.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-mappa.jpg 450w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-mappa-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-mappa-400x325.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p>Lo Yiddish fu una lingua in grado di dare vita anche a una propria letteratura. La sua nascita pu\u00f2 essere collocata tra il X e l\u2019XI secolo nella Germania meridionale, nella Valle del Reno. La lingua \u00e8 ispirata a un tedesco antico scritto in lettere ebraiche, soggetto a forti influenze slave e di altre aree d\u2019Europa. La parola \u201cyiddish\u201d significa semplicemente ebreo in yiddish; si riferisce alla lingua, alle persone che la parlano, alla cultura che vi \u00e8 alla base e alla civilt\u00e0 che ha costituito.<\/p>\n<p>Alla civilt\u00e0 yiddish e alle sue coordinate geografiche si riconduce anche la genesi degli ebrei ashkenaziti, dal termine \u201cashkenaz\u201d che designava la Germania e i suoi ebrei nell\u2019XI secolo. Gli ashkenaziti si distinguono dai \u201csefarditi\u201d (da \u201cSefarad\u201d=Spagna), parola utilizzata per indicare tutti coloro che erano stanziati nell\u2019Europa occidentale e mediterranea.<\/p>\n<p class=\"citazione\">I continui attacchi contro la loro religione potevano solo suggerire agli ebrei delle metropoli greche l\u2019opportunit\u00e0 di trasferirsi verso la periferia dell\u2019Impero: qui avrebbero comunque trovato i vantaggi della civilt\u00e0 greca e di una comunit\u00e0 ebraica gi\u00e0 radicata, ma gli imperatori di Costantinopoli non avrebbero potuto raggiungerli con i loro decreti di conversione. Un simile rifugio era offerto dalle lontane colonie lungo le coste in cui la steppa della Russia meridionale lambisce il Mar Nero. Tra queste rientrava anche la ricca e fertile penisola di Crimea, rimasta sotto un dominio non cristiano fino all\u2019annessione russa per opera di Caterina la Grande nel 1783<a href=\"#_ftn35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Anche per gli ebrei polacchi arrivarono tempi duri. La rivolta dei cosacchi dell\u2019Ucraina del 1648 individu\u00f2 proprio negli ebrei i responsabili dei loro problemi economici e politici. Quando lo zar di Russia, dal 1654, prese i cosacchi sotto la propria protezione e invase la Polonia, gli ebrei iniziarono ad essere perseguitati o espulsi. Negli stessi anni Carlo X di Svezia invase il paese da ovest, provocando altre stragi: tra gli ebrei, le vittime furono circa 100mila tra il 1648 e il 1658. Da qui l\u2019inizio del lento declino, tra alti e bassi, degli ebrei polacchi, che avrebbero per\u00f2 resistito in gran numero fino al XX secolo, quando si dovettero arrendere alle persecuzioni e alle deportazioni del nazismo.<\/p>\n<p class=\"citazione\">All\u2019inizio degli anni Ottanta dell\u2019Ottocento, quando iniziava la grande emigrazione, gli ebrei in Russia erano cinque milioni. [\u2026] All\u2019inizio del XIX secolo, la maggior parte degli ebrei europei viveva ormai nelle terre soggette allo zar. Le capitali, Mosca e San Pietroburgo, erano loro vietate. [\u2026] Solo una piccola percentuale di questi ebrei, il 10-15%, viveva in un ambiente urbano di qualche importanza. Essi vivevano nello shtetl, la cittadina ebraica immersa in un ambiente rurale, a volte poco pi\u00f9 che un villaggio<a href=\"#_ftn36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-415\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-villaggio.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-villaggio.jpg 377w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-villaggio-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-villaggio-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-416\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-yiddish-musica.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"165\" \/><\/p>\n<p><span id=\"_ftn31\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[31] Cecil Roth, <em>Storia del popolo ebraico<\/em>, Silva Editore, Milano, 1962, p. 442-443.<br \/>\n<span id=\"_ftn32\">[32] Paul Kriwaczek, <em>Yiddish. Ascesa e caduta di una nazione<\/em>, Lindau, Torino, 2010, p.88.<br \/>\n<span id=\"_ftn33\">[33] Paul Kriwaczek, <em>Yiddish. Ascesa e caduta di una nazione<\/em>, Lindau, Torino, 2010, p.137.<br \/>\n<span id=\"_ftn34\">[34] Paul Kriwaczek, <em>Yiddish. Ascesa e caduta di una nazione<\/em>, Lindau, Torino, 2010, p.96-97.<br \/>\n<span id=\"_ftn35\">[35] Paul Kriwaczek, <em>Yiddish. Ascesa e caduta di una nazione<\/em>, Lindau, Torino, 2010, p.84.<br \/>\n<span id=\"_ftn36\">[36] Anna Foa, <em>Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2009 p.12-13.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=810\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=821\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019epoca medievale e l\u2019et\u00e0 moderna costituirono anche le fasi in cui nacque e si svilupp\u00f2 la civilt\u00e0 yiddish: qualcosa in pi\u00f9 di una semplice lingua o di una cultura. Oggi, chiedendo a chiunque quale sia il Paese al mondo che accolga pi\u00f9 ebrei (eccezion fatta ovviamente per Israele) il pensiero non pu\u00f2 che andare agli Stati Uniti (non a caso, fino al primo decennio degli anni 2000 era il Paese con pi\u00f9 ebrei al mondo). 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