{"id":825,"date":"2016-12-06T14:42:12","date_gmt":"2016-12-06T14:42:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=825"},"modified":"2019-07-10T09:43:28","modified_gmt":"2019-07-10T09:43:28","slug":"dalle-prime-aliyhot-allo-stato-disraele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=825","title":{"rendered":"Dalle prime Aliyhot allo Stato d&#8217;Israele"},"content":{"rendered":"<p>La storia degli ebrei \u00e8 segnata ineluttabilmente dalla rottura di un legame con una \u201cmadrepatria\u201d, il luogo dove avevano acquisito pieni diritti di cittadinanza e di residenza. Purtroppo tale legame non fu sempre sereno e lo sviluppo in epoche moderne di stati nazionali sugger\u00ec agli ebrei di cercare anche per s\u00e9 una soluzione \u201cnazionale\u201d. L\u2019acquisizione di un\u2019identit\u00e0 nazionale, nel senso di un rapporto di appartenenza a un territorio, si realizz\u00f2 solo dal XIX secolo, in virt\u00f9 di una serie di contingenze politiche, culturali e ideologiche. Da qui le prime forme di proto-sionismo<a href=\"#_ftn53\"><sup>[53]<\/sup><\/a>, fino alla nascita del \u201csionismo\u201d vero e proprio con Theodor Herzl alla fine dell\u2019\u2019800.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-428\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-nascita-israele.jpg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-nascita-israele.jpg 434w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-nascita-israele-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/la-diaspora-nascita-israele-400x283.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/p>\n<p class=\"citazione\">Il nuovo nazionalismo ebraico nacque non solo come una reazione ebraica all\u2019antisemitismo moderno, come \u00e8 stato sostenuto dai suoi oppositori, ma anche per un bisogno e una dinamica interni. Il sionismo deriv\u00f2 i suoi valori dall\u2019ambiente generale in cui nacque, e i suoi obiettivi possono essere facilmente identificati con quelli dell\u2019epoca: libert\u00e0 nazionale e libert\u00e0 individuale, accompagnate dal progresso sociale ed economico. I primi sionisti furono tutti uomini del diciannovesimo secolo [\u2026]. Il fatto che un secolo dopo le rivoluzioni americana e francese gli ebrei fossero ancora accusati di essere un gruppo straniero indusse molti a cercare una soluzione pi\u00f9 efficace. Fino all\u2019epoca dell\u2019emancipazione, nessuno dubitava dell\u2019esistenza di una nazionalit\u00e0 ebraica<a href=\"#_ftn54\"><sup>[54]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019emigrazione verso la Palestina fu cos\u00ec un processo graduale, favorito da numerosi elementi di segno contrapposto: in Europa occidentale, infatti, l\u2019emancipazione successiva alla Rivoluzione francese generava una progressiva acquisizione di diritti e libert\u00e0, ma non venivano meno elementi di antisemitismo, tanto che il caso che avrebbe portato Theodor Herzl a mobilitarsi per favorire la nascita del sionismo fu il processo Dreyfus<a href=\"#_ftn55\"><sup>[55]<\/sup><\/a>. Ad est, in Russia in particolare, l\u2019autocrazia zarista non lasciava spazio ad alcuna forma di espressione della popolazione, mentre gli ebrei erano sottoposti a continue persecuzioni.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Gli ebrei, come gli altri popoli oppressi, trovarono la soluzione nell\u2019idea della liberazione nazionale. [\u2026] Si rifecero a ricordi storici d\u2019indipendenza politica e religiosa. Nel 1862, il rabbino Zvi Hirsch Kalischer aveva scritto un libro per dimostrare che la promessa messianica della Bibbia significava la riconquista dell\u2019indipendenza nazionale ebraica nell\u2019avita terra d\u2019Israele. Moses Hess, nel suo libro \u201cRoma e Gerusalemme\u201d, auspic\u00f2 la fondazione di uno stato ebraico basato su principi etici come la soluzione pi\u00f9 equa e radicale del problema ebraico. Kalischer e Hess non riuscirono a organizzare un movimento che sostenesse le loro idee, ma in questi due uomini si trovavano gi\u00f9 rappresentate le due correnti che diedero origine al sionismo: il messianismo e l\u2019idealismo sociale. Un terzo contributo fu l\u2019opuscolo di Leon Pinsker, dal sottotitolo \u201cAmmonimento di un ebreo russo ai suoi confratelli\u201d, che divent\u00f2 uno dei testi canonici del sionismo. [\u2026] Pinsker cambi\u00f2 il proprio atteggiamento sul destino degli ebrei in seguito all\u2019ondata di pogrom e alla politica antiebraica del governo russo interno al 1880. Nel suo opuscolo \u201cAutoemancipazione\u201d Pinsker fece una diagnosi del problema ebraico e prescrisse come rimedio la creazione di una \u00abbase\u00bb territoriale, che in seguito fu identificata con la Palestina. [\u2026] Non pu\u00f2 sorprenderci che l\u2019idea di una nazionalit\u00e0 ebraica mettesse radice cos\u00ec rapidamente fra gli ebrei dell\u2019impero russo<a href=\"#_ftn56\"><sup>[56]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">All\u2019inizio del XIX secolo, la popolazione globale della Palestina, allora una periferica provincia dell\u2019Impero Ottomano, era di circa 300.000 persone, di cui 5.000 ebrei e 25.000 cristiani. Nel 1840, [\u2026] gli ebrei erano raddoppiati a 10.000. Nel 1880, la popolazione globale era salita a 450.000 individui, di cui 45.000 cristiani e 24.000 ebrei [\u2026] La presenza ebraica in quella che per gli ebrei della diaspora restava il principale punto di riferimento religioso e mitico, la Terra Santa, non era scomparsa completamente nel corso del Medioevo, e si era accresciuta dopo l\u2019espulsione degli ebrei dalla Spagna con l\u2019arrivo di gruppi di sefarditi stabilitisi a Hebron, Safed, Tiberiade e Gerusalemme. [\u2026] Alla fine del Settecento, gruppi chassidici provenienti dalla Polonia e dalla Lituania si insediano a Safed e Tiberiade, e all\u2019inizio dell\u2019Ottocento arrivano i lituani discepoli del Gaon di Vilna. [\u2026] Dopo il Trattato di Parigi del 1856 che impone al sultano l\u2019uguaglianza civile dei non musulmani tanto ebrei che cristiani, la presenza ebraica ha un deciso incremento<a href=\"#_ftn57\"><sup>[57]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il nascituro Stato d\u2019Israele inizi\u00f2 cos\u00ec a rappresentare la meta privilegiata delle migrazioni degli ebrei sin dall\u2019Ottocento. Alle esigenze migratorie si aggiungevano, con diversa intensit\u00e0 a seconda dei casi specifici, un attaccamento alla religione e una riscoperta delle proprie origini. Con questa migrazione si realizzava il fenomeno della <em>Aliy\u00e0<\/em>, in ebraico salita, intesa in senso spirituale, termine che indica il ritorno degli ebrei in Erez Israel, la Terra d\u2019Israele, la Terra dei Padri. Dalla fine del XIX secolo si susseguirono cinque ondate migratorie, esattamente negli anni 1882-1903, 1904-1914, 1919-1923, 1924-1928, 1929-1939. Il bisogno di emigrare si fece pi\u00f9 impellente, oltre che ovviamente negli anni delle persecuzioni nazifasciste, durante il periodo immediatamente successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando molti ebrei europei avevano perso la propria famiglia, ogni loro bene, ma soprattutto la fiducia nella patria in cui avevano creduto e che in molti casi avevano contribuito a costruire e a difendere<a href=\"#_ftn58\"><sup>[58]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Tra l\u2019estate del 1945 e la primavera del 1948 oltre 23.000 ebrei partirono clandestinamente dall\u2019Italia per la Palestina. Fra i sopravvissuti alla persecuzioni e ai campi di sterminio, infatti, molti non ritenevano pi\u00f9 possibile ricostruire le proprie esistenze in un\u2019Europa devastata da un odio razziale che aveva provocato vuoti dolorosi nelle famiglie, nelle antiche comunit\u00e0, nelle coscienze individuali; Erez Israel, l\u2019antica terra del popolo ebraico appariva l\u2019unica meta verso la quale indirizzare le speranze di ricostruzione delle esistenze sradicate<a href=\"#_ftn59\"><sup>[59]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Gli ebrei dovettero fare i conti con le restrizioni agli ingressi imposte dal governo britannico che amministrava la ex provincia ottomana come potenza mandataria. La nascita dello Stato d\u2019Israele, il 14 maggio 1948, favor\u00ec la loro aspirazione e il loro desiderio. Non tutti optarono per la Terra Promessa per\u00f2: molti, infatti, attraversarono l\u2019Oceano per trasferirsi soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Canada e in America Latina; talvolta raggiungevano parenti gi\u00e0 fuggiti all\u2019epoca delle persecuzioni\u00a0razziali, in altri casi erano affascinati dalla suggestione del Nuovo Mondo. In ogni caso, seguivano una tendenza non nuova all\u2019ebraismo europeo.<\/p>\n<p>Le migrazioni della seconda met\u00e0 del XX secolo furono fortemente mosse da motivazioni ideologiche e religiose, anche se pure in epoca recente in numerosi casi la scelta risult\u00f2 essere obbligata, come per gli ebrei espulsi dai Paesi arabi e islamici a partire dal 1948. Una presenza plurisecolare fu quasi totalmente interrotta durante il secolo scorso: degli oltre 983mila ebrei presenti nel mondo arabo e in Asia Minore nel 1948, nel 1996 ne restavano meno di 50mila, concentrati soprattutto in Iran e Turchia, mentre in alcune aree erano totalmente scomparsi. L\u2019Agenzia ebraica ha attuato complessi progetti per favorire questi spostamenti: grandi navi pronte ad accogliere i profughi, ma anche un trattamento medico prima della partenza abbinato alla distribuzione di cibo e di altri generi di prima necessit\u00e0. Diverse le cause di queste migrazioni: la nuova situazione politica, caratterizzata dalla decolonizzazione, intrecciata agli effetti del conflitto arabo-israeliano sul Terzo Mondo, era la ragione principale; ad essa si univa l\u2019attrazione per la realizzazione del sogno sionista nella Terra d\u2019Israele e le prospettive di crescita socio-economica che il nuovo stato offriva. In alcuni casi furono le violente persecuzioni a costringere gli ebrei ad abbandonare i loro Paesi d\u2019origine, come il pogrom di Oujda in Marocco nel 1948 o le vessazioni perpetrate in Libia in diversi periodi, in particolare nel 1945 e nel 1948. Oggi i fiorenti quartieri ebraici del passato non esistono pi\u00f9. Restano solo piccole comunit\u00e0 concentrate perlopi\u00f9 in Marocco, Tunisia, Turchia, Iran e Yemen.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Le stime [\u2026] variano a seconda delle fonti. Non meno di 650mila profughi ebrei [\u2026] si riversarono al di fuori dei confini delle nazioni d\u2019origine. Dal Marocco se ne andarono ben 260mila ebrei, dall\u2019Iraq 129290, dalla Tunisia 56mila, dallo Yemen e da Aden 50550, dalla Libia 35666, dall\u2019Egitto 29525 e cos\u00ec dal Libano, in 6mila, e dalla Siria, in 4500<a href=\"#_ftn60\"><sup>[60]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 0px; padding: 0px; margin: 0px; width: 560px; height: 315px; min-width: 355px; min-height: 200px;\" src=\"https:\/\/www.raiplay.it\/iframe\/video\/2017\/07\/Sapore-di-Tripoli---09072017-56ba9300-e407-4e87-84d3-81f31fbe8a11.html?iframe&amp;autoplay=0\" width=\"300\" height=\"150\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><i style=\"font-size: 10px;\">Sorgente di vita &#8211; Sapore di Tripoli &#8211; 09\/07\/2017. Dopo la guerra dei sei giorni nel 1967 migliaia di ebrei di Libia, come quelli di altri paesi arabi, furono vittime di pogrom e bersaglio di ostilit\u00e0 antisemite da parte della popolazione araba con la quale convivevano da secoli. L\u2019assedio, la fuga da Tripoli, l\u2019accoglienza della comunit\u00e0 ebraica di Roma e l\u2019inizio di una nuova vita: emozioni e ricordi di quell\u2019esodo silenzioso nel racconto di tanti ebrei tripolini in una serata al teatro Argentina.<\/p>\n<p><\/i><\/p>\n<p><span id=\"_ftn53\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[53] Si veda l\u2019unit\u00e0 sul sionismo, paragrafo <a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/le-origini-del-sionismo-2\/\">&#8220;Le origini del sionismo&#8221;<\/a>.<br \/>\n<span id=\"_ftn54\">[54] Abba Eban, <em>Storia del Popolo ebraico. Dall\u2019et\u00e0 dei profeti allo Stato d\u2019Israele<\/em>, Mondadori, Verona, 1971, p. 276.<br \/>\n<span id=\"_ftn55\">[55] Si veda l\u2019unit\u00e0 sull\u2019antisemitismo, paragrafo <a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/laffaire-dreyfus\/\">&#8220;L&#8217;affaire Dreyfus&#8221;<\/a>.<br \/>\n<span id=\"_ftn56\">[56] Abba Eban, <em>Storia del Popolo ebraico. Dall\u2019et\u00e0 dei profeti allo Stato d\u2019Israele<\/em>, Mondadori, Verona, 1971, p. 282-283.<br \/>\n<span id=\"_ftn57\">[57] Anna Foa, <em>Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2009, p. 108-109.<br \/>\n<span id=\"_ftn58\">[58] Si veda l\u2019unit\u00e0 su ebrei e societ\u00e0 civile, paragrafo <a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/ebrei-e-stato-di-diritto-2\/\">&#8220;Ebrei e stato di diritto&#8221;<\/a>.<br \/>\n<span id=\"_ftn59\">[59] Mario Toscano, <em>La \u201cPorta di Sion. L\u2019Italia e l\u2019immigrazione clandestina ebraica in Palestina (1945-1948)<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1990, p. 7-8.<br \/>\n<span id=\"_ftn60\">[60] Claudio Vercelli, <em>Storia del conflitto israelo-palestinese<\/em>, Laterza, Bari, 2010, p. 96.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=823\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=827\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia degli ebrei \u00e8 segnata ineluttabilmente dalla rottura di un legame con una \u201cmadrepatria\u201d, il luogo dove avevano acquisito pieni diritti di cittadinanza e di residenza. 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