{"id":846,"date":"2014-12-06T10:01:24","date_gmt":"2014-12-06T10:01:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=846"},"modified":"2019-07-10T10:47:46","modified_gmt":"2019-07-10T10:47:46","slug":"elia-benamozegh-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=846","title":{"rendered":"Elia Benamozegh"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-335\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/ebraismo-e-societa-civile-elia-benemozegh.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"141\" \/><\/p>\n<p>Elia Benamozegh (1821-1900) fu il pi\u00f9 noto rappresentante del Sefarditismo nell\u2019Italia ebraica dopo l\u2019Emancipazione dal ghetto. \u00c8 l\u2019epoca della Haskal\u00e0, ovvero l\u2019\u201cIlluminismo ebraico\u201d che tent\u00f2 un\u2019armonizzazione degli insegnamenti tradizionali con la filosofia moderna. La sua preoccupazione \u00e8 rivolta al rapporto fra gli ebrei e la societ\u00e0 cristiana in Europa.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nato a Livorno da una ricca famiglia di origine marocchina, fu Rabbino Capo di quella Comunit\u00e0, nonch\u00e9 professore al locale Collegio Rabbinico e pubblic\u00f2 opere in ebraico, francese e italiano. In esse egli rivela una duplice matrice culturale. Da un lato mostra una marcata influenza della tradizione qabbalistica, da lui considerata genuina espressione del pensiero teosofico ebraico contro il parere di molti studiosi ebrei dell\u2019epoca, che la ritenevano invece una dottrina sostanzialmente estranea all\u2019Ebraismo. Le parole sopracitate si riferiscono alla polemica che Benamozegh ebbe con Shemuel David Luzzatto, docente del Collegio Rabbinico di Padova ed aperto sostenitore della scuola razionalista e critica, nonch\u00e9 con i discepoli di quest\u2019ultimo<a href=\"#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">La sua opera, in gran parte ancora inedita e che appare rinnovatrice del pensiero ebraico, anche perch\u00e9 viene a costituire, nel suo insieme, tutto un sistema filosofico, \u00e8 troppo poco conosciuta. [\u2026] Il Benamozegh scrisse opere profonde e geniali, dove riappare spesso il pensiero mistico degli antichi Maestri, s\u00ec da rendere il Livornese l\u2019ultimo dei cabbalisti degni di questo nome [\u2026] Cre\u00f2 tutta una teoria dell\u2019ebraismo, cerc\u00f2 una conciliazione tra scienza e pensiero ebraico, pur mantenendo integro quest\u2019ultimo, sogn\u00f2 un\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 felice e migliore merc\u00e9 quelle che sono le leggi fondamentali del giudaismo \u2013 leggi di cui egli si studi\u00f2 di porre in rilievo l\u2019eccellenza e l\u2019universalit\u00e0. [\u2026] L\u2019opera del Benamozegh segna la ripresa degli \u00absforzi di creazione intellettuale tra gli ebrei dell\u2019Italia propriamente detta\u00bb [\u2026]. Quest\u2019opera [\u2026] fu continuata nel Collegio Rabbinico di Livorno [\u2026] dai suoi discepoli Samuele Colombo e Alfredo Toaff<a href=\"#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Membro di una famiglia originaria di Fez, in Marocco, Benamozegh venne allevato nell\u2019alveo della tradizione mistica cabalistica e nel rispetto della tradizione ortodossa dallo zio, Rav Yehuda Curiat. Nel delinearne la figura, il sua allievo Dante Lattes lo giudic\u00f2 decisamente superiore nel campo dell\u2019elaborazione filosofica del pensiero ebraico a Sadal, e ne lament\u00f2 la sostanziale situazione di isolamento in cui visse sia all\u2019interno della comunit\u00e0 di Livorno, sia pi\u00f9 in generale nell\u2019ebraismo italiano. [\u2026] La presenza del filosofo livornese nel panorama delle lettere e dell\u2019organizzazione culturale in campo ebraico fu costante per tutta la seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento. Egli compariva con numerosi scritti e interventi gi\u00f9 dai primi anni cinquanta sulla neonata stampa ebraica [\u2026]<a href=\"#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">[Il collegio rabbinico di Livorno] ebbe una felice ripresa sotto Elia Benamozegh. Egli era, oltre che teologo, un mistico di un fascino quasi esotico; i suoi insegnamenti filosofici ed apologetici sui principi dell\u2019ebrasimo e sul pensiero cabalistico restarono affidati a pochi ma valenti suoi discepoli e ad opere che in gran parte sono rimaste tuttora manoscritte<a href=\"#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Elia Benamozegh costruiva un apparato filosofico fortemente influenzato dall\u2019eredit\u00e0 cabalistica, tentando di accordare il pensiero ebraico con l\u2019idea di progresso<a href=\"#_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Elia Benamozegh, profondamente convinto che la religione non sia incompatibile con il progresso, partecipa con entusiasmo alle cerimonie del 7 e 8 settembre 1847, che sanciscono la fraternit\u00e0 patriottica dei toscani, senza distinzioni fra cristiani ed ebrei<a href=\"#_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Benamozegh probabilmente esercit\u00f2 un\u2019influenza almeno indiretta sul pensiero di alcuni esponenti di spicco del Romanticismo e del Risorgimento italiano con il suo umanesimo religioso, primo fra tutti Giuseppe Mazzini.<\/p>\n<p><span id=\"_ftn10\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[10] <a href=\"http:\/\/www.mosaico-cem.it\/articoli\/cultura\/elia-benamozegh-tra-mistica-ed-etica-lultimo-filosofo-dellebraismo-italiano\">http:\/\/www.mosaico-cem.it\/articoli\/cultura\/elia-benamozegh-tra-mistica-ed-etica-lultimo-filosofo-dellebraismo-italiano<\/a><br \/>\n<span id=\"_ftn11\">[11] Guido Bedarida, <em>Ebrei d\u2019Italia<\/em>, Societ\u00e0 Editrice Tirrena, Livorno, 1950, p. 116.<br \/>\n<span id=\"_ftn12\">[12] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1227<br \/>\n<span id=\"_ftn13\">[13] Attilio Milano, <em>Storia degli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1963, p. 621.<br \/>\n<span id=\"_ftn14\">[14] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1228.<br \/>\n<span id=\"_ftn15\">[15] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1065.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=844\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=849\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elia Benamozegh (1821-1900) fu il pi\u00f9 noto rappresentante del Sefarditismo nell\u2019Italia ebraica dopo l\u2019Emancipazione dal ghetto. \u00c8 l\u2019epoca della Haskal\u00e0, ovvero l\u2019\u201cIlluminismo ebraico\u201d che tent\u00f2 un\u2019armonizzazione degli insegnamenti tradizionali con la filosofia moderna. La sua preoccupazione \u00e8 rivolta al rapporto fra gli ebrei e la societ\u00e0 cristiana in Europa. 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