{"id":849,"date":"2014-12-05T10:18:30","date_gmt":"2014-12-05T10:18:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=849"},"modified":"2019-07-10T10:48:31","modified_gmt":"2019-07-10T10:48:31","slug":"primo-levi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=849","title":{"rendered":"Primo Levi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-339\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/ebraismo-e-societa-civile-primo-levi.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p>Primo Levi nacque a Torino nel 1919 e mor\u00ec nel 1987. Di professione chimico, a seguito della sua esperienza nel lager divenne scrittore. Fu autore di saggi, racconti, poesie, romanzi. Veniva da una famiglia fondamentalmente laica, come molte nell\u2019Italia di inizio \u2018900. Tuttavia, la componente ebraica non veniva certo meno tra le componenti della sua identit\u00e0. Ma emerse con forza inaspettata per le tragiche vicende che lo coinvolsero.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Perfino pi\u00f9 difficoltoso riusciva a Levi la definizione \u2013 proposta da altri \u2013 come scrittore ebreo<em>. Al contrario, egli afferm\u00f2 ripetutamente di non essersi sentito ebreo fino all\u2019emanazione delle leggi razziali, se non addirittura fino ad Auschwitz. [\u2026] La sua famiglia, come molte altre a Torino e altrove, non era religiosa, fatta eccezione per la celebrazione di alcune particolari ricorrenze che coinvolgevano la famiglia stessa come <span style=\"font-style: normal;\">Pesach<\/span> e <span style=\"font-style: normal;\">Purim<a href=\"#_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a><\/span>. Ispirandosi a Gramsci, attribuiva questo atteggiamento al fatto che il Risorgimento era stato quasi completamente laico e che \u00abla partecipazione alle lotte risorgimentali comportava, se non l\u2019obbligo, almeno un forte invito alla laicit\u00e0\u00bb<a href=\"#_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>La sua opera pi\u00f9 importante, \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d (1947) nacque dal bisogno di raccontare gli anni della prigionia nel lager. Egli fu colpito da un \u00abimpulso immediato e violento\u00bb a fornire testimonianza dell\u2019accaduto.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nella prefazione a \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d (1947) [Primo Levi] ci racconta acutamente dell\u2019\u00abimpulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari\u00bb, a \u00abraccontare agli \u201caltri, di fare \u201cgli altri\u201d partecipi\u00bb<a href=\"#_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>, e allo stesso tempo della quasi impossibilit\u00e0 di comunicare le sue brucianti esperienze. [\u2026] Afflitti nel constatare l\u2019incapacit\u00e0 degli altri a partecipare, Levi e gli altri sopravvissuti hanno considerato loro dovere insistere continuamente con i loro racconti nella speranza che un giorno qualcuno capir\u00e0<a href=\"#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>\u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d racconta la terribile esperienza di Primo Levi nel campo di concentramento di Auschwitz, dove fu prigioniero dal febbraio 1944 all\u2019apertura dei cancelli il 27 gennaio 1945. Il lasso di tempo non troppo elevato e la professione di chimico che lo port\u00f2 a lavorare nella sede di Buna-Monowitz (Auschwitz III) furono gli elementi che consentirono a Primo Levi di sopravvivere.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Siamo scesi, ci hanno fatti entrare in una camera vasta e nuda, debolmente riscaldata. Che sete abbiamo! [\u2026] Questo \u00e8 l\u2019inferno. Oggi, ai nostri giorni, l\u2019inferno deve essere cos\u00ec, una camera grande e vuota, e noi stanchi stare in piedi, e c\u2019\u00e8 un rubinetto che gocciola e l\u2019acqua non si pu\u00f2 bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si pu\u00f2 pi\u00f9 pensare, \u00e8 come essere gi\u00e0 morti<a href=\"#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019autore si sforza di capire e di spiegare razionalmente l\u2019irrazionalit\u00e0 della barbarie. Scrive con uno stile semplice, preciso, ma anche rigoroso al fine di esprimere l\u2019esigenza di controllo e dignit\u00e0. La variet\u00e0 di scritti e il ruolo fondamentale nella comunicazione della testimonianza hanno reso Primo Levi un punto fermo della letteratura italiana del \u2018900.<\/p>\n<p class=\"citazione\">[In \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d] in una prosa incredibilmente limpida, che \u00e8 tanto pi\u00f9 potente quanto pi\u00f9 manca di presunzione, Levi rende accessibili al lettore [\u2026] undici mesi di orrore. [\u2026] Levi si rendeva conto che continuare a chiedersi \u00abcom\u2019\u00e8 possibile\u2026?\u00bb &#8211; cio\u00e8 continuando a considerare la nuova realt\u00e0 attraverso le lenti dell\u2019eduzione borghese che egli aveva ricevuto in una societ\u00e0 civile \u2013 lo avrebbe reso indifeso e in pericolo di vita; quello che lui, e gli altri come lui, consideravano la norma, era in quel contesto del tutto anormale, e ci\u00f2 che fino allora avrebbero considerato impensabile era del tjutto normale per coloro che si trovavano ora a comandarlo. Rapidamente, Levi \u2013 H\u00e4ftling (prigioniero) 174517 \u2013 comprese che quello doveva essere l\u2019inferno: \u00abOggi ai giorni nostri, l\u2019inferno deve essere cos\u00ec, [\u2026] pi\u00f9 gi\u00f9 di cos\u00ec no si pu\u00f2 andare. [\u2026] Nulla pi\u00f9 \u00e8 nostro; ci hanno tolto glia biti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno\u2026 Ci toglieranno anche il nome. [\u2026] Si immagini ora un uomo a cui, insieme alle persone amate, [venga tolto] letteralmente tutto quello che possiede; sar\u00e0 un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignit\u00e0 e discernimento, poich\u00e9 accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso<a href=\"#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>\u00bb. L\u2019inferno, il lager, era il luogo in cui ombre di uomini nudi, ridotti da soggetti a oggetti, erano completamente alla merc\u00e9 di forze pi\u00f9 grandi di loro, poteri che risiedevano in ognuno e dappertutto, eccetto che presso di loro<a href=\"#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il testo segn\u00f2 anche l\u2019inizio di una riflessione che si svilupp\u00f2 nel corso delle opere successive, proseguendo con \u201cLa tregua\u201d (1963), l\u2019avventuroso percorso compiuto per tornare a casa, e concluso con \u201cI sommersi e i salvati\u201d (1986). Tra le altre opere pi\u00f9 importanti \u201cIl sistema periodico\u201d (1975) e \u201cSe non ora quando?\u201d (1982).<\/p>\n<p class=\"citazione\">\u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d \u00e8 un lavoro di straordinaria di straordinaria forza, probabilmente la pi\u00f9 acuta tra le numerose memorie che sono emerse dall\u2019esperienza della Shoah. Parte della sua forza \u00e8 dovuta all\u2019aura mitica che pervade numerosi dei suoi episodi, come nella segregazione imposta e nell\u2019esilio degli ebrei lontano dalla loro realt\u00e0 famigliare. Ogni personaggio ha una storia \u2013 una storia crudele e terrificante, che poteva accadere in Italia come in Algeria, in Ucraina o in Norvegia \u2013 nella quale egli diviene l\u2019oggetto di un incomprensibile destino. Il trauma della perdita delle proprie radici e del ritrovarsi al tempo stesso immerso in un ambiente assolutamente ebraico, spinge forzatamente Levi ad appropriarsi del proprio ebraismo in un modo del tutto nuovo, sperimentando \u00abil dolore antico del popolo che non ha terra, il dolore senza speranza dell\u2019esodo ogni secolo ritrovato\u00bb. La liberazione di Auschwitz compiuta dall\u2019Armata Rossa, che vi trov\u00f2 un pugno di prigionieri esentati dalla Marcia della Morte e lasciati indietro nell\u2019infermeria, non era null\u2019altro che un miracolo, e il tortuoso viaggio di ritorno verso casa \u2013 narrato da Levi ne \u201cLa tregua\u201d- non era diverso dalle migrazioni epiche<a href=\"#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><span id=\"_ftn16\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[16] Si veda l\u2019unit\u00e0 sul calendario ebraico, paragrafo <a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/la-tradizione-di-pesach-2\/\">&#8220;La tradizione di Pesach&#8221;<\/a>.<br \/>\n<span id=\"_ftn17\">[17] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1611.<br \/>\n<span id=\"_ftn18\">[18] Primo Levi, <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, Einaudi, Torino, 1976, p. 8.<br \/>\n<span id=\"_ftn19\">[19] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1610.<br \/>\n<span id=\"_ftn20\">[20] Primo Levi, <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, Einaudi, Torino, 1958, p. 23.<br \/>\n<span id=\"_ftn21\">[21] Primo Levi, <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, Einaudi, Torino, 1976, p. 29-30 cit. in Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1614.<br \/>\n<span id=\"_ftn22\">[22] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1613-1614.<br \/>\n<span id=\"_ftn23\">[23] Corrado Vivanti (a cura di), <em>Storia d\u2019Italia. Annali. Gli ebrei in Italia<\/em>, Einaudi, Torino, 1997, p. 1615-1616.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=846\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=851\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primo Levi nacque a Torino nel 1919 e mor\u00ec nel 1987. Di professione chimico, a seguito della sua esperienza nel lager divenne scrittore. Fu autore di saggi, racconti, poesie, romanzi. Veniva da una famiglia fondamentalmente laica, come molte nell\u2019Italia di inizio \u2018900. Tuttavia, la componente ebraica non veniva certo meno tra le componenti della sua identit\u00e0. Ma emerse con forza inaspettata per le tragiche vicende che lo coinvolsero. 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