{"id":887,"date":"2010-12-13T14:10:52","date_gmt":"2010-12-13T14:10:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=887"},"modified":"2019-07-10T10:06:28","modified_gmt":"2019-07-10T10:06:28","slug":"una-questione-ancora-irrisolta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=887","title":{"rendered":"Una questione ancora irrisolta"},"content":{"rendered":"<p>La vittoria del Likud di Benjamin Netanyahu nel maggio 1996 mut\u00f2 nuovamente gli scenari, riportando al centro dell\u2019attenzione il tema della sicurezza. Il susseguirsi di attentati terroristici, infatti, stava segnando la crisi del processo di pace.<\/p>\n<p>Nel maggio 1999, elezioni anticipate riportarono al governo i laburisti: Primo Ministro divenne Ehud Barak. Questi tent\u00f2 nuovi sforzi in direzione della pace. Nel luglio 2000, sempre nello scenario di Camp David, avvi\u00f2 ancora una volta intensi negoziati. Gli israeliani si presentarono con una proposta generosa: per un futuro stato palestinese offrivano il 92% della Cisgiordania, la possibilit\u00e0 di costruire la capitale nei pressi di Gerusalemme, la garanzia del ritorno dei profughi nei Territori. Arafat rifiut\u00f2. Ogni residua speranza di pace tramont\u00f2 e una nuova ondata di attentati terroristici si abbatt\u00e9 su Israele.<\/p>\n<p>Nel decennio successivo, la situazione peggior\u00f2 ulteriormente: nel 2000, scoppi\u00f2 la Seconda Intifada.<\/p>\n<p class=\"citazione\">La visita compiuta il 28 settembre da Ariel Sharon, leader del Likud, al Monte del Tempio, luogo sacro ai musulmani, fu vissuta come una deliberata provocazione. [\u2026] Inoltre, la rivendicazione dell\u2019ebraicit\u00e0 della Spianata delle Moschee, situata laddove sorgeva il Tempio di Salomone, era uno dei nodi critici del conflitto. [\u2026] Da subito, quindi, si succedettero violentissimi tumulti ai quali si accompagnarono scontri con il ricorso alle armi da fuoco. Era scoppiata l\u2019intifada Al-Aqsa, molto pi\u00f9 aggressiva della prima e assai mono spontanea. Mentre i miliziani dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese prendevano parte alle violenze, gli attentati suicidi riesplosero in tutta la loro terrificante potenza<a href=\"#_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Dal 2001, a seguito dell\u2019attentato alle Torri Gemelle dell\u201911 settembre e del polarizzarsi delle posizioni delle parti in campo, nelle agende internazionali la questione rientr\u00f2 nella pi\u00f9 generale lotta al terrorismo.<\/p>\n<p>Nel 2003, il Presidente americano George W. Bush propose un <em>Road map for peace<\/em>, elaborata dal \u201cquartetto\u201d Stati Uniti, Russia, Onu e Unione Europea. L\u2019obiettivo, mai davvero raggiunto, era la cessazione delle violenze con la conseguente conclusione delle negoziazioni entro due anni.<\/p>\n<p>Intanto, gi\u00e0 dall\u2019estate del 2002, il governo Sharon aveva iniziato la costruzione di una \u201cbarriera di separazione\u201d: un complesso sistema di sbarramenti architettonici ed elettronici, lungo 725 km nel confine che separa Israele dalla Cisgiordania. L\u2019obiettivo era quello di impedire l\u2019ingresso di potenziali terroristi nello Stato ebraico: dal completamento del cosiddetto muro si \u00e8 avuta una riduzione degli attentati del 90%. Questa costruzione \u00e8 stata oggetto di forti critiche a livello internazionale, per la sua natura e per le aree su cui \u00e8 stato costruito.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa politica del primo ministro israeliano Ariel Sharon si spinse oltre. Con decisione unilaterale, nel 2005, stabil\u00ec il ritiro da Gaza delle 8mila persone che vi abitavano. Alla fine dell\u2019estate nessun israeliano risiedeva pi\u00f9 nell\u2019area. Gli effetti non furono per\u00f2 quelli desiderati: nelle elezioni per il Consiglio legislativo palestinese del 2006, a Gaza Hamas ottenne la maggioranza sul pi\u00f9 moderato Fatah. Con i violenti scontri dei mesi successivi Hamas prese il pieno controllo della Striscia, da dove inizi\u00f2 un fitto lancio di missili verso Israele.<\/p>\n<p>Rimase interlocutore del governo israeliano solamente l\u2019esecutivo di Fatah in Cisgiordania, guidato da Mahmud Abbas (Abu Mazen).<\/p>\n<p>Lo scenario globale, negli stessi anni, offriva nuovi eventi significativi anche per il destino dell\u2019 Stato d\u2019Israele. In Iran, le elezioni del 2005 portarono alla vittoria Mahmud Ahmadinejad, che sarebbe rimasto alla presidenza della Repubblica islamica fino al 2013. Il suo conservatorismo, in un contesto gi\u00e0 fortemente ostile agli Stati Uniti e a Israele, era condito da forti accenti antisionisti nonch\u00e9 negazionisti, tanto da minacciare pi\u00f9 volte la distruzione dello Stato ebraico, mentre fra l\u2019altro gli scienziati iraniani erano alle prese con gli esperimenti per la creazione di un ordigno nucleare. La storica alleanza con la Siria di Bashar Assad e con gli Hezbollah libanesi (il gruppo terrorista sciita presente in Libano), insieme alla fragilit\u00e0 di Afghanistan e Iraq colpiti dagli interventi bellici americani, provocarono una crescita delle tensioni e dell\u2019instabilit\u00e0 nella regione, con crescenti sospetti da parte israeliana.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nell\u2019estate di quell\u2019anno [2006] il rapimento di due giovani soldati [israeliani], e l\u2019uccisione di alcuni commilitoni, insieme al lancio di razzi sulle citt\u00e0 della Galilea, fu all\u2019origine di una complessa azione militare israeliana nel Libano meridionale, l\u2019operazione Change of Direction (\u201cCambio di Direzione\u201d) [\u2026]. Nel corso di 34 giorni le basi di Hezbollah furono ripetutamente colpite dal fuoco israeliano mentre cruenti combattimenti ebbero luogo sul terreno e la stessa Beirut veniva bombardata. [\u2026] Mentre l\u2019operazione militare era in corso, le milizie di Hezbollah fecero ancora una volta della Galilea del Nord il bersaglio delle migliaia di razzi katiuscia sparati da numerosi poligoni di fortuna<a href=\"#_ftn28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Annapolis, Maryland, Stati Uniti d\u2019America. Qui si svolse, nel novembre 2007, l\u2019incontro tra il premier israeliano Olmert e quello palestinese Abu Mazen. 49 delegazioni, tutti i ministri della Lega araba nella stessa sala di Israele, sotto la regia diplomatica del Presidente Bush: anche questi ingredienti non sufficienti a dare un risultato politico significativo. La proposta israeliana del 2008, infatti, fu nuovamente rifiutata: consisteva in una impostazione territoriale sulla base dei confini del 1967, una condivisione di Gerusalemme, il ritorno dei rifugiati nello Stato palestinese.<\/p>\n<div id=\"attachment_231\" style=\"width: 330px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-231\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/israele-olmert-bush-abuMazen.jpg\" alt=\"Olmert, Bush e Abu Mazen ad Annapolis nel 2007\" width=\"320\" height=\"225\" class=\"size-full wp-image-231\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/israele-olmert-bush-abuMazen.jpg 320w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/israele-olmert-bush-abuMazen-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><p id=\"caption-attachment-231\" class=\"wp-caption-text\">Olmert, Bush e Abu Mazen ad Annapolis nel 2007<\/p><\/div>\n<p>Fu questo l\u2019ultimo negoziato degno di nota. Negli ultimi anni, infatti, poco dialogo e molta violenza. I confini tra i due Stati, il ritorno dei profughi, il riconoscimento di Israele, la questione della sicurezza, lo status di Gerusalemme restano problematiche aperte.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la Striscia di Gaza \u00e8 diventata la roccaforte di Hamas, da dove il gruppo terrorista ha sparato con frequenza missili Qassam verso il sud di Israele. Questa azione terroristica ha provocato per tre volte la reazione militare dello Stato ebraico, con le operazioni Piombo Fuso (27 dicembre 2008-18 gennaio 2009), Pillar of Defence (14\u201321 November 2012) e Margine di Protezione (8 luglio-26 agosto 2014). Hamas peraltro non ha mai rinnegato n\u00e9 tantomeno cancellato l\u2019articolo del suo statuto in cui prevede il non riconoscimento dello Stato d\u2019Israele e la sua distruzione. Inoltre, dal 2006, secondo l\u2019intelligence israeliana, vari gruppi di salafiti, jihadisti ed estremisti di vario genere si sono gradualmente infiltrati nella Striscia, fino a contare alcune migliaia di militanti.<\/p>\n<p>L\u2019insediamento di Barack Obama il 20 gennaio 2009 ha fatto sperare in una svolta, ma nel corso dei due mandati del presidente americano la situazione nell\u2019intero Medio Oriente non ha conosciuto miglioramenti sensibili. Le cosiddette primavere arabe non hanno prodotto una democratizzazione del mondo islamico, ma piuttosto hanno generato spesso conflitti civili e lotte interne ai vari paesi coinvolti. Le questioni economiche, il pessimo rapporto tra il presidente Obama e il premier Netanyahu, il discusso accordo sul nucleare iraniano, sono stati i temi prevalenti in questi otto anni. Sono state pi\u00f9 le nuove tensioni emerse che i problemi realmente risolti.<\/p>\n<p>Da parte palestinese sono state tentate nuove iniziative. Nell\u2019ottobre 2011, la Palestina (sebbene ad oggi non esista come stato sovrano) \u00e8 stata ammessa all\u2019UNESCO. Il 27 novembre 2012 il voto dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ammesso la Palestina con lo status di Stato osservatore non membro. Da quel momento sono arrivati numerosi riconoscimenti, anche da stati non arabi.<\/p>\n<p>Parallelamente, anche il terrorismo palestinese ha assunto nuove forme. Dal 2014 si \u00e8 iniziato a parlare di \u201cintifada dei coltelli\u201d: aggressioni con semplici utensili, come coltelli o martelli, agguati, investimenti con le auto nei confronti di passanti. Da Gaza, Hamas ha continuato a incitare alla violenza ed ha esultato per i morti israeliani; il leader dell\u2019ANP Abu Mazen ha accusato Israele di calpestare i diritti dei palestinesi; per Netanyahu, \u00e8 stato il premier palestinese a fomentare la tensione e a lasciare campo libero ai terroristi di Hamas. Una nuova ondata di violenza che tra le sue cause ha avuto anche un contesto internazionale che non ha favorito il processo di pace.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019ideale sionista si \u00e8 concretizzato e gli ebrei hanno potuto portare a compimento il loro sogno millenario mediante il processo di formazione di uno Stato, dopo secoli di Diaspora e di persecuzioni. La nascita di uno Stato palestinese, nel contempo, risulta ampiamente accettata e auspicata, pur non essendo stato individuato un chiaro percorso e avviati passi concreti per la sua effettiva esistenza. Nelle democrazie fuori dallo Stato d\u2019Israele, gli ebrei godono dei diritti civili, politici e sociali, partecipando attivamente allo sviluppo della societ\u00e0 e del Paese a cui appartengono. La scelta di una emigrazione verso lo Stato d\u2019Israele costituisce un\u2019opzione che fonda sulla libert\u00e0 di qualunque cittadino di scegliere un altro Paese in cui andare a vivere.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/r3AGNVWEJ4A\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<span style=\"font-size:10px;\">Herbert Pagani , Arringa per la mia terra <\/span><\/p>\n<p><span id=\"_ftn27\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[1] Claudio Vercelli, <em>Storia del conflitto israelo-palestinese<\/em>, Laterza, Bari, 2010, p. 198.<br \/>\n<span id=\"_ftn28\">[28] Claudio Vercelli, <em>Storia del conflitto israelo-palestinese<\/em>, Laterza, Bari, 2010, p. 209.<\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=885\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=889\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vittoria del Likud di Benjamin Netanyahu nel maggio 1996 mut\u00f2 nuovamente gli scenari, riportando al centro dell\u2019attenzione il tema della sicurezza. Il susseguirsi di attentati terroristici, infatti, stava segnando la crisi del processo di pace. Nel maggio 1999, elezioni anticipate riportarono al governo i laburisti: Primo Ministro divenne Ehud Barak. Questi tent\u00f2 nuovi sforzi in direzione della pace. Nel luglio 2000, sempre nello scenario di Camp David, avvi\u00f2 ancora una volta intensi negoziati. 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