{"id":905,"date":"2018-12-04T15:27:02","date_gmt":"2018-12-04T15:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=905"},"modified":"2019-07-10T08:45:26","modified_gmt":"2019-07-10T08:45:26","slug":"il-libero-arbitrio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=905","title":{"rendered":"Il libero arbitrio"},"content":{"rendered":"<p class=\"citazione\">Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell&#8217;appello: tre corvi neri. Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia. Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo pipel, l&#8217;angelo dagli occhi tristi.<\/br><br \/>\nLe S.S. sembravano pi\u00f9 preoccupate. Pi\u00f9 inquiete del solito. Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco. Il capo del campo lesse il verdetto. Tutti gli occhi erano fissati sul bambino. Era livido, quasi calmo, e si mordeva le labbra. L&#8217;ombra della forca lo copriva.<\/br><br \/>\nIl Lagerkapo si rifiut\u00f2 questa volta di servire da boia.<\/br><br \/>\nTre S.S. lo sostituirono.<\/br><br \/>\nI tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole. I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi.<\/br><br \/>\n&#8211; Viva la libert\u00e0! &#8211; gridarono i due adulti.<\/br><br \/>\nIl piccolo, lui, taceva.<\/br><br \/>\n&#8211; Dov&#8217;\u00e8 il Buon Dio? Dov&#8217;e? &#8211; domand\u00f2 qualcuno dietro di me.<\/br><br \/>\nA un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte.<\/br><br \/>\nSilenzio assoluto. All&#8217;orizzonte il sole tramontava.<\/br><br \/>\nScopritevi! &#8211; url\u00f2 il capo del campo. La sua voce era rauca. Quanto a noi, noi piangevamo.<\/br><br \/>\n&#8211; Copritevi!<\/br><br \/>\nPoi cominci\u00f2 la sfilata. I due adulti non vivevano pi\u00f9. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora&#8230;<\/br><br \/>\nPi\u00f9 di una mezz&#8217;ora rest\u00f2 cos\u00ec, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti.<\/br><br \/>\nDietro di me udii il solito uomo domandare:<\/br><br \/>\n&#8211; Dov&#8217;\u00e8 dunque Dio?<\/br><br \/>\nE io sentivo in me una voce che gli rispondeva:<\/br><br \/>\n&#8211; Dov&#8217;\u00e8? Eccolo: \u00e8 appeso l\u00ec, a quella forca&#8230;<\/br><br \/>\nQuella sera la zuppa aveva un sapore di cadavere<a href=\"#_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Se il Dio dell\u2019ebraismo \u00e8 amore ed \u00e8 giustizia, come \u00e8 possibile che si verifichino certi accadimenti?<br \/>\nCome \u00e8 concepibile e giustificabile il male nel mondo?<br \/>\nIn particolare, e guardando alla storia recente del popolo ebraico, come \u00e8 stato possibile il tentativo di sterminio dell\u2019intero popolo?<br \/>\nIl bambino descritto da Elie Wiesel \u00e8 l\u2019immagine stessa di Dio, muto e incapace di spiegarsi quanto accade.<\/p>\n<div id=\"attachment_524\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-524\" class=\"wp-image-524 size-full\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/dio-ebraismo-wiesel.jpg\" alt=\"Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace nel 1986\" width=\"208\" height=\"271\" \/><p id=\"caption-attachment-524\" class=\"wp-caption-text\">Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace nel 1986<\/p><\/div>\n<p>L\u2019interrogativo sull\u2019esistenza di Dio in tali condizioni disumane \u00e8 per l\u2019ebraismo difficile e inquietante: per l\u2019ebreo questo mondo non \u00e8 il mondo del peccato e il credente non attende l\u2019aldil\u00e0 per poter godere di un mondo di pace e di giustizia; per l\u2019ebreo si tratta di trovare una giustificazione in questo mondo, quello perfetto della Creazione, della giustizia e della bont\u00e0 divina.<br \/>\nReligiosi e intellettuali hanno provato a dare una risposta.<br \/>\nSecondo la mistica Dio, nel momento pi\u00f9 alto della creazione, si sarebbe infatti \u201critratto\u201d con il pi\u00f9 alto gesto d\u2019amore verso l\u2019uomo per lasciargli il libero arbitrio<a href=\"#_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il fatto che il mondo non sia perfetto e sempre giusto pu\u00f2 essere giustificato solo con la considerazione secondo cui Dio ha rinunciato a qualcosa di s\u00e9, per concederlo al frutto della sua creazione, l\u2019uomo.<br \/>\nDio ha dunque concesso all&#8217;uomo il libero arbitrio: a lui \u00e8 stata attribuita la facolt\u00e0 di scegliere tra compiere il bene e il compiere il male; di conseguenza la responsabilit\u00e0 delle azioni dell&#8217;uomo non pu\u00f2 che ricadere sull&#8217;uomo stesso.<br \/>\nC\u2019\u00e8 stato chi, come l\u2019intellettuale Hans Jonas, ha sostenuto in un celebre libello<a href=\"#_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a> che, per poter arrivare a comprendere quanto accaduto, sarebbe necessario rinunciare a uno dei tre fondamentali attributi di Dio: bont\u00e0, giustizia e onnipotenza. Viceversa, non sarebbe spiegabile quanto accaduto nel cuore dell\u2019Europa nel corso del Novecento. E dei tre attributi egli arriva a sacrificare quello di onnipotenza. Dio cio\u00e8 ha un limite alla sua facolt\u00e0 di agire, un limite che egli stesso si \u00e8 dato.<br \/>\nEntrambe le posizioni suggeriscono nei fatti di non domandarsi dove fosse Dio in quegli anni bui, ma dove fosse l\u2019uomo, che ha raggiunto con la Shoah il punto pi\u00f9 basso della sua storia millenaria. Cos\u00ec come pure \u00e8 frutto dell\u2019uomo ogni manifestazione di giustizia e di bont\u00e0 che in quelle condizioni si sono verificate, come l\u2019agire di quei \u201cgiusti\u201d che hanno messo a rischio la propria vita per salvare vite umane.<\/p>\n<p><span id=\"_ftn31\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[31] Elie Wiesel, <em>La notte<\/em>, Giuntina, Firenze 1986, pp. 66-67<br \/>\n<span id=\"_ftn32\">[32] Per approfondire questo concetto si veda, Roberto della Rocca, <em>Con lo sguardo alla luna<\/em>. Percorsi di pensiero ebraico, Firenze, 2015, Giuntina, p. 186<br \/>\n<span id=\"_ftn33\">[33] Hans Jonas, <em>Il concetto di Dio dopo Auschwitz<\/em>, Il Melangolo, Genova, 1993<\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=903\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=907\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell&#8217;appello: tre corvi neri. Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia. Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo pipel, l&#8217;angelo dagli occhi tristi. Le S.S. sembravano pi\u00f9 preoccupate. Pi\u00f9 inquiete del solito. Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco. 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