{"id":949,"date":"2011-12-07T14:24:14","date_gmt":"2011-12-07T14:24:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=949"},"modified":"2019-07-10T09:03:46","modified_gmt":"2019-07-10T09:03:46","slug":"dalla-prima-guerra-mondiale-alla-nascita-dello-stato-disraele-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=949","title":{"rendered":"Dalla Prima Guerra Mondiale alla nascita dello Stato d&#8217;Israele"},"content":{"rendered":"<p>La Prima Guerra Mondiale segn\u00f2 una prima svolta per il progetto sionista e per la situazione del territorio di Palestina. Gi\u00e0 nel 1908, infatti, la rivolta dei \u201cGiovani Turchi\u201d aveva provocato profondi mutamenti nel gi\u00e0 agonizzante Impero Ottomano, trasformandolo in senso laico turco-centrico. Questo movimento aveva anche fomentato il nascente nazionalismo arabo.<\/p>\n<p>Il conflitto che si consum\u00f2 tra il 1914 e il 1918 provoc\u00f2 la fine di quattro imperi: oltre a quelli tedesco, austro-ungarico e russo, fu proprio l\u2019impero turco (alleato degli Imperi centrali durante la Guerra) a dissolversi definitivamente. Il Medio Oriente fu cos\u00ec investito dalla presenza delle potenze europee: una serie di accordi port\u00f2 Francia e Gran Bretagna a spartirsi i territori mediante protettorati. In virt\u00f9 dell\u2019accordo Sykes-Picot del maggio 1916 (dai nomi dei Ministri degli Esteri dei due Paesi) il territorio di Libano e Siria fu assegnato alla Francia, mentre ai britannici spett\u00f2 l\u2019Iraq e l\u2019area palestinese. Ma le trattative, non sempre condotte sotto la luce del sole, andarono oltre.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Gli inglesi stipularono una serie di intese con lo sceriffo (custode) della Mecca, l\u2019emiro Hussein, capo della famiglia hashemita. Hussein [\u2026] aveva concordato con questo [Henry MacMahon, l\u2019alto commissario inglese in Egitto] che, schierandosi contro il governo ottomano in una guerra di liberazione araba, avrebbe reso possibile la costituzione di un grande Stato arabo indipendente esteso a nord sino al 37\u00b0 parallelo, a est sino al confine iraniano e a ovest sino ai distretti di Damasco, Homs, Hama e Aleppo, con esplicita esclusione delle coste della Siria e del Libano ma non della Palestina, il cui destino non venne apertamente determinato. [\u2026] Un anno dopo, il 2 novembre 1917, il ministro degli Esteri britannico, lord Balfour, avrebbe espresso, per conto del governo britannico, in una dichiarazione riguardante il popolo ebraico, l\u2019auspicio che questo si costruisse una national home<em> sul territorio della Palestina. Cos\u00ec, in relazione al medesimo territorio, veniva assunta una serie di impegni diplomatici strumentali e contraddittori<a href=\"#_ftn41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n<p class=\"citazione\">\u201cHis Majesty\u2019s Government view with favour the establishment in Palestine of a national home for the Jewish people, and will use their best endeavours to facilitate the achievement of this object, it being clearly understood that nothing shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine, or the rights and political status enjoyed by Jews in any other country\u201d.<\/p>\n<p class=\"citazione\">L\u2019espressione, in s\u00e9 anodina, era senza precedenti n\u00e9 riscontri nel diritto internazionale, aprendo cos\u00ec il campo ad un conflitto di interpretazioni sul suo significato. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che essa costituisce la prima presa di posizione a favore del movimento sionista da parte di un governo europeo<a href=\"#_ftn42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">\n<div id=\"attachment_1175\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2018\/03\/Passato-e-presente---DICHIARAZIONE-BALFOUR-le-origini-di-Israele-ad9704c2-9713-40c9-aab4-a1143c9f99b3.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1175\" class=\"wp-image-1175\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Schermata-2018-12-17-alle-11.28.37-300x168.png\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Schermata-2018-12-17-alle-11.28.37-300x168.png 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Schermata-2018-12-17-alle-11.28.37-768x431.png 768w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Schermata-2018-12-17-alle-11.28.37-1024x575.png 1024w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Schermata-2018-12-17-alle-11.28.37-400x225.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1175\" class=\"wp-caption-text\">Passato e Presente \u2013 St 2017\/18 Dichiarazione Balfour: le origini di Israele<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_259\" style=\"width: 334px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-259\" class=\"size-full wp-image-259\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-truppe-britanniche.jpg\" alt=\"Truppe britanniche a Gerusalemme, 1917\" width=\"324\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-truppe-britanniche.jpg 324w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-truppe-britanniche-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><p id=\"caption-attachment-259\" class=\"wp-caption-text\">Truppe britanniche a Gerusalemme, 1917<\/p><\/div>\n<p class=\"citazione\">Durante gli anni Venti il focolare nazionale accrebbe le sue dimensioni, anche se non in modo spettacolare: nel 1922 gli ebrei raggiungevano il numero di 83.790 su una popolazione totale di 752.048 abitanti; nel 1929 erano 156.481 su 992.559 [Anon. 1939]. Pi\u00f9 significative del loro numero furono le istituzioni che le condizioni del mandato consentirono loro di costruire. [\u2026] L\u2019agenzia ebraica per la Palestina, costituitasi durante il mandato, si afferm\u00f2 rapidamente come un governo degli ebrei di Palestina, acquistando terre e costruendo scuole e ospedali. [\u2026] Le istituzioni arabe non riuscirono a emulare quelle che gli ebrei stavano sviluppando<a href=\"#_ftn43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Tale istituzione [l\u2019Agenzia ebraica] era prevista dal mandato medesimo, all\u2019articolo 4, dove si parlava della costituzione di \u201can appropriate Jewish agency\u201d che avrebbe dovuto cooperare con l\u2019amministrazione inglese. [\u2026] L\u2019Agenzia ebraica svolgeva tre funzioni prioritarie: il controllo dello sviluppo materiale della comunit\u00e0 ebraica palestinese [\u2026]; l\u2019assistenza all\u2019immigrazione e all\u2019inserimento residenziale e lavorativo dei nuovi venuti [\u2026]; la gestione dei rapporti con le autorit\u00e0 inglesi<a href=\"#_ftn44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Anche io e i miei compagni del Collegio rabbinico di Livorno avevamo aderito al movimento sionistico, ne eravamo diventati gli attivi propagandisti nell\u2019ambito dell\u2019ebraismo italiano, e andavamo di casa in casa a raccogliere le offerte per i fondi di ricostruzione e a vuotare i bossoli del Fondo nazionale ebraico. Con quei soldi gli ebrei di Palestina acquistavano dagli arabi i terreni desertici, sabbiosi o paludosi su cui sarebbero ben presto sorti i primi kibuzzim, colonie collettiviste, dove i pionieri che venivano da ogni paese d\u2019Europa avrebbero finalmente trovato la possibilit\u00e0 di vivere una vita dignitosa e libera. La rivolta araba degli anni 1936-1937 contro il Mandato britannico sulla Palestina, che era sfociata negli attentati terroristici contro villaggi e insediamenti ebraici, era stata solo strumentale. Gli arabi, infatti, erano ben felici di vendere a caro prezzo terreni improduttivi agli ebrei, ma erano stati sobillati dal Gran Muft\u00ec di Gerusalemme, assoldato e pagato per procurare fastidi alla Gran Bretagna e agli ebrei dai tedeschi e dagli italiani, che avevano appena dato vita al famoso Asse Roma-Berlino<a href=\"#_ftn45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">La figura dominante dell\u2019Agenzia negli anni Trenta [fu quella di] David Ben Gurion. Nato a Plonsk, vicino a Varsavia, nel 1886, all\u2019et\u00e0 di 19 anni Ben Gurion emigr\u00f2 in Palestina per lavorare la terra, rischiando di morire di malaria. Di profonde convinzioni socialiste, collabor\u00f2 alla fondazione e alla direzione dell\u2019associazione sindacale Histadrut [\u2026] e del Mapai (partito unificato dei lavoratori), che divenne la forza dominante nella Palestina ebraica<a href=\"#_ftn46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Nel primo decennio la Palestina britannica rimase sostanzialmente tranquilla. Un acuirsi delle tensioni fra arabi ed ebrei si verific\u00f2 a partire dal 1928, quando si verificarono scontri presso il Muro Occidentale di Gerusalemme che costarono la vita a 133 ebrei e 116 arabi. Gli anni \u201930 segnarono un\u2019accelerazione dei processi in corso causata dalle contingenze politiche: l\u2019ascesa di Hitler in Germania e il diffondersi dell\u2019antisemitismo in vari paesi europei port\u00f2 molti ebrei a cercare fortuna altrove; le restrizioni americane lasciarono la Palestina come unica opzione. Ma ci\u00f2 comport\u00f2 anche una reazione araba.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nel 1936 la popolazione ebraica aveva raggiunto la cifra di 370.483 persone su un totale di 1.336.518 [Anon. 1939]. [\u2026] La \u201crivolta araba\u201d ebbe inizio il 15 aprile 1936 con l\u2019assassinio di un ebreo nelle vicinanze di Nablus. Le dimensioni della rivolta obbligarono i britannici a un dispiegamento su larga scala delle forze di sicurezza, insieme a un atteggiamento di ufficiale benevolenza verso la Hagana, l\u2019organizzazione clandestina di difesa dell\u2019Agenzia ebraica. [\u2026] Alla fine del 1937 i britannici ritirarono il sostegno che per breve tempo avevano accordato all\u2019idea di spartizione, a causa dell\u2019opposizione araba [\u2026]. Una seconda commissione [\u2026] fu inviata in Palestina. Il rapporto finale venne pubblicato nel settembre 1938, quando la crisi di Monaco aveva messo il mondo di fronte alla possibilit\u00e0 di una guerra. Era quindi pi\u00f9 che mai necessario assicurarsi il favore degli arabi, non solo perch\u00e9 la Palestina stava impegnando un numero eccessivo di truppe, ma perch\u00e9 la Gran Bretagna aveva bisogno di assicurarsi il petrolio mediorientale e le vie di comunicazione verso l\u2019India, l\u2019Australia e l\u2019Oriente. [\u2026] <a href=\"#_ftn47\"><sup>[47]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Nel 1939 i britannici emanarono il Libro Bianco, contenente limitazioni alle immigrazioni ebraiche in Palestina. Il Libro Bianco non accontent\u00f2 nessuna delle parti in causa e lasci\u00f2 molto deluso soprattutto il leader sionista del momento, Chaim Weizman, che molto aveva creduto nel dialogo con gli inglesi. Molti ebrei continuarono a trasferirvisi clandestinamente, tanto pi\u00f9 che in Europa la situazione era ogni giorno pi\u00f9 a rischio e la minaccia della Shoah sempre pi\u00f9 concreta.<\/p>\n<div id=\"attachment_260\" style=\"width: 130px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-260\" class=\"size-full wp-image-260\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-weizman.jpg\" alt=\"Chaim Weizman\" width=\"120\" height=\"178\" \/><p id=\"caption-attachment-260\" class=\"wp-caption-text\">Chaim Weizman<\/p><\/div>\n<p>Durante la guerra, il Gran Muft\u00ec di Gerusalemme, capo degli arabi di Palestina, si alle\u00f2 con Hitler; gli ebrei invece supportarono, anche fattivamente, gli angloamericani. Inquadrata nell\u2019VIIIa armata britannica, infatti, si form\u00f2 un\u2019unit\u00e0 di combattenti presto nota come Brigata Ebraica, composta da soldati ebrei provenienti dalla Palestina. Le prime truppe erano state organizzate nel dicembre 1939: nel 1940 erano nate cos\u00ec le <em>Jewish Units<\/em>. Gli ebrei palestinesi iniziarono cos\u00ec il loro arruolamento volontario per offrire il proprio sostegno allo sforzo militare alleato. Gli inglesi accettarono per\u00f2 la loro partecipazione solo nel 1942, quando 18mila soldati ebrei palestinesi, prima disseminati in unit\u00e0 miste, furono raccolti in battaglioni completamente ebraici. Nel 1944 furono vinte definitivamente le resistenze del governo inglese, ostile alla nascita di un esercito ebraico: il 29 agosto 1944, Churchill annunci\u00f2 alla Camera dei Comuni la costituzione della Brigata Ebraica combattente, simboleggiata da una bandiera bianca e azzurra con la stella di David.<\/p>\n<p>Nonostante questi sforzi, la linea del Libro Bianco rimase in vigore anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L\u2019intento del Ministro degli Esteri britannico Ernest Bevin, infatti, era quello di tutelare l\u2019esigenza del suo paese di mantenere l\u2019accesso ai pozzi petroliferi del Medio Oriente e il controllo degli oleodotti, che arrivavano fino al porto di Haifa. Eppure, il mondo si avviava verso la decolonizzazione e anche i paesi di quest\u2019area erano in procinto di essere coinvolti da questo processo.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Nel momento decisivo della loro storia i palestinesi mancarono delle strutture politiche adatte e di una leadership all\u2019altezza della situazione. [\u2026] Il mondo arabo in generale e quello arabo-palestinese in particolare si ritrovarono impreparati alla grande sfida che di l\u00ec a poco i sionisti avrebbero costituito per loro<a href=\"#_ftn48\"><sup>[48]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_261\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-261\" class=\"size-full wp-image-261\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-david-ben-gurion.jpg\" alt=\"David Ben Gurion\" width=\"195\" height=\"262\" \/><p id=\"caption-attachment-261\" class=\"wp-caption-text\">David Ben Gurion<\/p><\/div>\n<p>Dal dopoguerra, la vicenda di Israele si intrecci\u00f2 ancor di pi\u00f9 con le dinamiche internazionali. Nel contesto successivo al conflitto, si inser\u00ec in un quadro che vedeva la ricerca del disimpegno da parte britannica e l\u2019ascesa delle due nuove superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica. Nel territorio, intanto si susseguivano gli scontri tra arabi ed ebrei e tra questi ultimi e inglesi, soprattutto nell\u2019inverno 1945-46. Nell\u2019estate \u201946 le tensioni si acuirono: gli inglesi sferrarono un duro colpo all\u2019Agenzia ebraica isolando Tel Aviv e le aree ebraiche delle altre principali citt\u00e0 (Gerusalemme, Haifa) con violente incursioni; l\u2019Irgun, una delle componenti militari ebraiche, come risposta, fece esplodere delle bombe all\u2019hotel King David di Gerusalemme, quartier generale del governo britannico. L\u2019attentato convinse gli inglesi della necessit\u00e0 di trovare una risoluzione politica della questione. In quei mesi si susseguirono cos\u00ec conferenze, piani e missioni di inviati speciali: inizi\u00f2 a prendere corpo l\u2019idea di una spartizione del territorio tra arabi ed ebrei, sebbene permanesse l\u2019ostilit\u00e0 dei primi a fare alcun tipo di concessione. I sionisti erano divisi: in molti ritenevano questa l\u2019unica soluzione realistica, alcuni vedevano in questo sbocco il tradimento di un sogno.<\/p>\n<p>Da parte americana era crescente l\u2019interesse per quest\u2019area del mondo, specie dopo l\u2019enunciazione della Dottrina Truman e della strategia del <em>containment<\/em>, ossia quell\u2019iniziativa politica volta ad arginare l\u2019avanzata del comunismo in diversi paesi, contenendo, appunto, la minaccia sovietica. In quest\u2019ottica, gli Stati Uniti avrebbero preso il posto della Gran Bretagna anche in Medio Oriente; ma gli atteggiamenti nei confronti della questione palestinese erano assai divergenti. Favorevole a supportare la nascita di uno stato ebraico era il Presidente Harry Truman, mentre forte avversit\u00e0 era presentata dal Dipartimento di Stato. Truman, infatti, era scosso dalla tragedia della Shoah e percepiva il problema umano che ne derivava, ma la sua posizione era anche il frutto di calcoli accurati.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Il problema umano era intollerabile e, per di pi\u00f9, controproducente. Il presidente americano fece il seguente ragionamento: lasciar marcire la questione dei profughi ebrei avrebbe portato all\u2019esasperazione il movimento sionista e tutta l\u2019opinione pubblica [\u2026]; conseguentemente, le accuse che il sionismo rivolgeva ormai alla politica inglese [\u2026] si sarebbero appuntate contro il governo americano, creando una situazione politica assai sfavorevole ad un presidente democratico e liberal in previsione delle elezioni presidenziali del 1948. Queste le ragioni politica interna. [\u2026] Sul piano internazionale la valutazione appariva, in realt\u00e0, pi\u00f9 difficile. Da un canto, sembrava indiscutibile il fatto che favorire la nascita di uno Stato ebraico nel Medio Oriente avrebbe portato ad un grave inasprimento delle relazioni arabo-americane e, con ogni probabilit\u00e0, ci\u00f2 avrebbe consentito all\u2019Unione Sovietica di giocare nell\u2019area mediorientale carte che fino ad allora non aveva mai posseduto. D\u2019altra parte, si poneva, in alternativa, un interrogativo di fondo: lasciar cadere l\u2019opzione sionista avrebbe garantito agli Stati Uniti l\u2019amicizia dei paesi arabi in funzione anti-sovietica? [\u2026] Vi erano almeno due considerazioni di fondo che rendevano precaria una conclusione soddisfacente della questione. In primo luogo, la posizione della Gran Bretagna in Medio Oriente appariva sempre pi\u00f9 compromessa; gli inglesi avevano accumulato nel tempo un enorme discredito presso gli arabi, un discredito che si andava rapidamente trasformando in un vero e proprio odio verso l\u2019Occidente; inoltre, gli Stati Uniti venivano considerati come la potenza che avrebbe preso il posto della Gran Bretagna [\u2026]. In secondo luogo, il mondo politico arabo appariva agli americani molto fragile, contraddittorio, in una parola inaffidabile<a href=\"#_ftn49\"><sup>[49]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Negli anni precedenti la dichiarazione d\u2019indipendenza d\u2019Israele il governo di Mosca aveva sempre favorito il rifornimento di armi a coloro che erano visti come esponenti di un movimento politico con obiettivi chiaramente anti-imperialisti. Ma soprattutto la realizzazione delle aspirazioni del sionismo poteva essere un\u2019occasione per l\u2019Unione Sovietica di inserirsi in quel settore mediorientale e mediterraneo [\u2026]. Il governo sovietico sentiva anche una consonanza politico-nazionale, oltre che ideologica, con la leadership sionista: la gran parte di quest\u2019ultima, infatti, aveva s\u00ec abbracciato gli ideali del socialismo, e quindi apparteneva a una concezione collettivista della societ\u00e0, ma soprattutto era in maggioranza di origini polacco-russe<a href=\"#_ftn50\"><sup>[50]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Tutte le potenze dell\u2019epoca cercavano dunque di trarre massimo giovamento dalla situazione. A fronte dei continui insuccessi inglesi, nell\u2019aprile 1947 la questione fu deferita alle Nazioni Unite. La nuova commissione d\u2019inchiesta (United Nations Special Committee on Palestine \u2013 UNSCOP<a href=\"#_ftn51\"><sup>[51]<\/sup><\/a>) avanz\u00f2 una proposta non dissimile da quelle gi\u00e0 ipotizzate nei mesi precedenti: si dovevano costituire due stati, uno arabo e uno ebraico, con l\u2019internazionalizzazione di Gerusalemme. Le posizioni delle parti in causa furono quelle dei mesi precedenti: rifiuto da parte degli arabi, accettazione dei sionisti.<\/p>\n<p class=\"citazione\">Il rapporto UNSCOP venne discusso dall\u2019Assemblea Generale il 29 novembre 1947 e approvato con 33 voti favorevoli (compresi quelli degli Stati Uniti, dell\u2019Unione Sovietica e della Francia), 13 voti contrari (quelli degli stati arabi, dell\u2019India e della Grecia) e 10 astensioni (tra le quali quella della Gran Bretagna). L\u2019Assemblea dell\u2019ONU prese nota del fatto che il mandato britannico sarebbe spirato il 1\u00b0 agosto 1948 e nomin\u00f2 una commissione per l\u2019attuazione delle risoluzioni deliberate. [\u2026] I rappresentanti dei paesi arabi decisero che la costituzione di uno Stato ebraico avrebbe incontrato la loro resistenza armata. I disordini che dilagavano in Palestina fecero da preludio alla guerra. Essi spinsero i Britannici ad anticipare la loro partenza dal 1\u00b0 agosto al 15 maggio. Da quella data, la Palestina era in pratica abbandonata a una situazione di anarchia, nella quale i sionisti si rivelarono i pi\u00f9 efficienti e i pi\u00f9 preparati<a href=\"#_ftn52\"><sup>[52]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Quella che si verific\u00f2 a partire dal dicembre 1947 fu una vera e propria guerra civile. Il 14 maggio 1948, allorquando gli inglesi abbandonarono definitivamente l\u2019amministrazione del mandato di Palestina, gli ebrei proclamarono la nascita dello Stato d\u2019Israele. Primo presidente fu Chaim Weizmann, mentre l\u2019incarico di Primo Ministro spett\u00f2 a David Ben Gurion. Immediati o quasi furono i riconoscimenti degli altri Paesi, inclusi Stati Uniti e Unione Sovietica.<\/p>\n<div id=\"attachment_262\" style=\"width: 324px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-262\" class=\"size-full wp-image-262\" src=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-dichiarazione-indipendenza.jpg\" alt=\"Dichiarazione d'indipendenza dello Stato d'Israele\" width=\"314\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-dichiarazione-indipendenza.jpg 314w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-dichiarazione-indipendenza-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sionismo-dichiarazione-indipendenza-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><p id=\"caption-attachment-262\" class=\"wp-caption-text\">Dichiarazione d&#8217;indipendenza dello Stato d&#8217;Israele<\/p><\/div>\n<p>Non altrettanto fecero gli arabi, sebbene ci\u00f2 fosse previsto dalla risoluzione dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il destino delle comunit\u00e0 arabe autoctone nel nuovo Stato fu segnato dall\u2019accelerazione degli eventi politici e dal conflitto armato che dur\u00f2 fino all\u2019inizio del 1949: mentre una parte di esse rimase nei luoghi di origine, prefigurando cos\u00ec la loro condizione di cittadini del futuro Stato di Israele, per molte altre, davanti al ripetersi delle violenze o per la pressione della propaganda proveniente dai Paesi arabi limitrofi, non vi fu che la strada dell\u2019esilio.<\/p>\n<p><span id=\"_ftn41\" style=\"color: #800000; font-size: 10px;\">[41] Ennio Di Nolfo, <em>Storia delle relazioni internazionali 1918-1999<\/em>, Laterza, Bari, 2003, p. 77.<br \/>\n<span id=\"_ftn42\">[42] Claudio Vercelli, <em>Storia del conflitto israelo-palestinese<\/em>, Laterza, Bari, 2010, p. 40.<br \/>\n<span id=\"_ftn43\">[43] Thomas G. Fraser, <em>Il conflitto arabo-israeliano<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2004, p. 15-16.<br \/>\n<span id=\"_ftn44\">[44] Claudio Vercelli, <em>Storia del conflitto israelo-palestinese<\/em>, Laterza, Bari, 2010, p. 47.<br \/>\n<span id=\"_ftn45\">[45] Elio Toaff, <em>Perfidi Giudei Fratelli Maggiori<\/em>, Mondadori, Milano, 1987, p.147-148.<br \/>\n<span id=\"_ftn46\">[46] Thomas G. Fraser, <em>Il conflitto arabo-israeliano<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2004, p. 15-16.<br \/>\n<span id=\"_ftn47\">[47] Thomas G. Fraser, <em>Il conflitto arabo-israeliano<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2004, p. 17-19.<br \/>\n<span id=\"_ftn48\">[48] Thomas G. Fraser, <em>Il conflitto arabo-israeliano<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2004, p. 30-31<br \/>\n<span id=\"_ftn49\">[49] Antonio Donno, <em>Una relazione speciale. Stati Uniti e Israele dal 1948 al 2009<\/em>, Le Lettere, Firenze, 2013, p. 23-25.<br \/>\n<span id=\"_ftn50\">[50] Luca Riccardi, <em>Il \u00abproblema Israele\u00bb. Diplomazia italiana e PCI di fronte allo Stato ebraico (1948-1973)<\/em>, Edizioni Angelo Guerini, 2006, p. 42-43.<br \/>\n<span id=\"__ftn51\">[51] La commissione era composta da undici membri scelti tra paesi neutrali: Australia, Canada, Cecoslovacchia, Guatemala, India, Iran, Jugoslavia, Paesi Bassi, Per\u00f9, Svezia, Uruguay.<br \/>\n<span id=\"_ftn52\">[52] Ennio Di Nolfo, <em>Storia delle relazioni internazionali 1918-1999<\/em>, Laterza, Bari, 2003, p. 942-943.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold; text-align: left; float: left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=947\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold; text-align: right;\"><a style=\"text-align: right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=951\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Prima Guerra Mondiale segn\u00f2 una prima svolta per il progetto sionista e per la situazione del territorio di Palestina. Gi\u00e0 nel 1908, infatti, la rivolta dei \u201cGiovani Turchi\u201d aveva provocato profondi mutamenti nel gi\u00e0 agonizzante Impero Ottomano, trasformandolo in senso laico turco-centrico. Questo movimento aveva anche fomentato il nascente nazionalismo arabo. Il conflitto che si consum\u00f2 tra il 1914 e il 1918 provoc\u00f2 la fine di quattro imperi: oltre a quelli tedesco, austro-ungarico e russo, fu proprio l\u2019impero turco (alleato degli Imperi centrali durante la Guerra) a dissolversi definitivamente. 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