{"id":951,"date":"2011-12-06T14:25:46","date_gmt":"2011-12-06T14:25:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=951"},"modified":"2019-07-10T09:04:25","modified_gmt":"2019-07-10T09:04:25","slug":"la-nascita-di-uno-stato-ebraico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=951","title":{"rendered":"La nascita di uno stato Ebraico"},"content":{"rendered":"<p>La genesi dell\u2019idea di \u201cnazione ebraica\u201d nel senso politico e moderno dell\u2019idea stessa di nazione si definisce tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento \u2013 a fronte della persistenza di discriminazioni, persecuzioni, uccisioni \u2013 come forma di autoemancipazione e di affermazione identitaria in forma analoga a quella sviluppata nella cultura politica occidentale. Il sionismo \u00e8 divenuto pertanto la forma ideologica specifica data dagli ebrei alla propria azione e alla propria organizzazione sociopolitica con il fine di promuovere la nascita di uno stato ebraico. Il sionismo ha da subito tentato di collegare la tradizione con la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La parola \u201csionista\u201d definisce una categoria storica e indica un contenuto politico-culturale di enorme spessore nel connotare in forma nuova l\u2019ebraismo nel ventesimo e ventunesimo secolo. La fisionomia di questo fenomeno, che si colloca all\u2019interno della famiglia dei nazionalismi politici ottocenteschi, \u00e8 quella di un\u2019esperienza politica che ha prefigurato prima e forgiato poi una nuova identit\u00e0. Dopo l\u2019elaborazione dei decenni precedenti, questa si realizza poco prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, non con l\u2019atto di nascita formale (nel 1948) o con la risoluzione deliberata dalle Nazioni Unite (nel 1947), ma con le decisioni assunte sulla fisionomia dello Stato ebraico (nel 1942).<\/p>\n<p>La ricostruzione della storia del sionismo evidenzia il peso della relazione \u2013 da ridefinire, dopo secoli dalla scomparsa dell\u2019antico stato ebraico \u2013 tra fede religiosa e sfera pubblica. La questione richiama la relazione tra sistema di valori, forma delle istituzioni, dell\u2019organizzazione del lavoro e del sistema sociale complessivo. Lo scontro su quale debba essere la lingua nazionale si accompagna, per questo, alle discussioni su quale modello economico e societario vada assunto, su come promuovere l\u2019insediamento nel territorio e la distribuzione delle popolazioni, sul sistema urbano e sui servizi, su quali legami definire con le popolazioni locali gi\u00e0 presenti, sulla forma democratica della rappresentanza, sui diritti della cittadinanza. In questo quadro si colloca la dinamica educativa, legata alla costruzione dell\u2019\u201debreo nuovo\u201d e, in particolare, sui legami tra questo e le proprie societ\u00e0 di provenienza.<\/p>\n<p>La storia del sionismo prima della nascita di Israele \u00e8 la storia complessa di come si ricostruisce un\u2019identit\u00e0 culturale, fondata sul ritorno in un territorio percepito come luogo originario e non pi\u00f9 come esperienza remota, in un rapporto con la storia.<\/p>\n<p>Con l\u2019abbandono dei ghetti nel corso del XIX secolo gli ebrei erano usciti da una dimensione di memoria che costituiva la propria identit\u00e0 e cominciavano a pensarsi nella storia, a misurarsi con le vicende del proprio tempo, e anche mettersi in gioco. Gli ebrei fuori dai ghetti erano infatti divenuti attori della storia come gli altri. Il sionismo aveva anche stretti legami con l\u2019idea di tradizione. Il sionismo \u00e8 il risultato di un lungo confronto sia con l\u2019esterno sia con l\u2019interno delle comunit\u00e0 ebraiche, spesso molto diverse tra loro. Con esso si definisce un\u2019identit\u00e0 che scaturisce da scelte, decisioni, azioni non necessariamente coerenti e uniformi e che determina, nel tempo, due configurazioni dell\u2019ebraismo, la prima legata al recupero di un\u2019identit\u00e0 nazionale, nell\u2019ambito di Israele, la seconda di ridefinizione identitaria nella permanenza in altri paesi, dei quali si condivide la cittadinanza e la cultura.<\/p>\n<p>Il caso della lingua costitu\u00ec un aspetto di straordinario interesse sull\u2019evoluzione recente della cultura ebraica moderna. Eliezer Ben Yehuda (1858 \u20131922), il redattore di un monumentale dizionario ebraico, intu\u00ec che solo attraverso l\u2019uso di una lingua comune era possibile ricostruire il sistema di relazioni con cui i singoli possono fare propri i caratteri essenziali dell\u2019ebraismo stesso. Partendo dall\u2019ebraico antico ne rinnov\u00f2 la sintassi, forgi\u00f2 nuove parole, elabor\u00f2 una grammatica, nell\u2019assoluta convinzione che la rinascita della nazione ebraica passasse attraverso un\u2019unica lingua, parlata e scritta. La lingua ebraica, rinata, nel ventesimo secolo, come lingua d\u2019uso, grazie a questo essenziale contributo, costitu\u00ec lo strumento fondamentale per lo sviluppo e la crescita culturale di Israele, ma, nel contempo, assunse il carattere di elemento unificante degli ebrei al di l\u00e0 della dimensione di fede e di specifica esperienza. La lingua divent\u00f2 cos\u00ec uno degli elementi connotativi dell\u2019ebraismo mondiale, un fattore decisivo dell\u2019unit\u00e0 del popolo ebraico. Le produzioni letterarie e cinematografiche sono solo alcuni esempi di come potesse incidere lo strumento linguistico. Ma non fu l\u2019unico elemento determinante dell\u2019appartenenza: anche il lavoro fu individuato come ulteriore fattore identitario, condizionando varie attivit\u00e0 e decisioni della vita. Il lavoro per gli ebrei, prima dei processi che hanno determinato la loro equiparazione agli altri cittadini, era, in molte realt\u00e0 sociali e per diversi secoli, limitato ad attivit\u00e0 specifiche. Al di l\u00e0 di insensate illazioni sul \u201cparticolare\u201d rapporto degli ebrei con il denaro &#8211; la cui gestione, attraverso il commercio o il prestito, \u00e8 stata una delle attivit\u00e0 consentite, rispetto a molte altre negate \u2013 \u00e8 evidente l\u2019assenza, per diverso tempo, di una componente ebraica in alcune aree della stratificazione sociale. Non a caso, con la nascita di Israele si afferma l\u2019idea di un luogo in cui l\u2019ebreo possa e debba essere in ogni mestiere, professione e classe.<\/p>\n<p>Le forme dell\u2019arte hanno evidenziato la progressiva recente differenziazione tra Israele, dove la costruzione dello Stato pone l\u2019esigenza di fissare la natura sia della \u201creligione civile\u201d sia la natura stessa di un popolo che ha recuperato una sua sovranit\u00e0, e la diaspora, dove l\u2019elemento religioso \u00e8 rimasto fondante con una significativa incidenza del trauma subito con la Shoah. Per l\u2019ebraismo della diaspora, fatto salvo il legame ineludibile con Israele, si registra un\u2019elaborazione, tuttora in corso, sulle forme di presenza delle comunit\u00e0 di minoranza in una societ\u00e0 pi\u00f9 ampia. Ma il problema, oggi, in Europa, non \u00e8 solo degli ebrei.<\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:left;float:left;\"><a href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=949\">Paragrafo precedente<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight:bold;text-align:right;\">\n<a  style=\"text-align:right;\" href=\"http:\/\/www.ebraismoinpillole.it\/?p=953\">Paragrafo successivo<\/a><\/p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La genesi dell\u2019idea di \u201cnazione ebraica\u201d nel senso politico e moderno dell\u2019idea stessa di nazione si definisce tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento \u2013 a fronte della persistenza di discriminazioni, persecuzioni, uccisioni \u2013 come forma di autoemancipazione e di affermazione identitaria in forma analoga a quella sviluppata nella cultura politica occidentale. 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